Lo sapevi che ...?

I soci

Giovanbatista Beccaria, insegnante dei tre fondatori dell'Accademia, può essere considerato il padre dell'elettricismo italiano. Interprete delle idee di Franklin, Beccaria predispone la costruzione di diversi parafulmini, il primo dei quali svettava sul tetto della sua abitazione di via Po.

Lo zoologo Franco Andrea Bonelli (1784-1830) ha riordinato le collezioni del Museo di Storia naturale ed è stato Socio dell'Accademia dal 1809. Ammalatosi da giovane di rachitismo e a causa di questa malattia alto 1,37 m. si dice abbia rincorso una farfalla da Torino a Pinerolo.

Al Socio Charles Babbage sono legati gli albori della storia dell'informatica: egli progetta  una macchina analitica, precorritrice dei computer, che però non riesce a realizzare a causa dei costi troppo elevati. Nel 1840 presenta questa sua idea al Secondo Congresso degli Scienziati Italiani di Torino, ospitato dall'Accademia. 

Inaugurato nel 1871 il traforo ferroviario del Frejus, primo tunnel carrabile realizzato sotto le Alpi, è una delle maggiori opere ingegneristiche italiane dell'800 e deve il suo studio di fattibilità a soci dell'Accademia. Direttore dei lavori è il Socio Germano Sommelier.

Tra i propri Soci l'Accademia annovera anche un presidente degli Stati Uniti: Thomas Woodrow Wilson, Socio dal 23 giugno 1918 e presidente degli U.S.A. dal 1913 al 1921. 

 

L'Accademia e l'Egitto

 

Il padre dell'Egittologia, Jean-François Champollion, decifratore dei geroglifici con la traduzione della stele di Rosetta, giunto a Torino nel 1824, viene subito nominato Socio dell'Accademia. Il soggiorno torinese è stato fondamentale per le sue ricerche: gli studi sui reperti drovettiani gli hanno permesso di gettare le basi della moderna egittologia.

Il Museo Egizio di Torino, che ha sede nello stesso palazzo dell'Accademia delle Scienze, è strettamente legato a quest'ultima: primo nucleo delle collezioni del museo torinese è la collezione di reperti raccolti dal Socio BernardinoDrovetti e tra i suoi direttori storici troviamo Ernesto Schiaparelli, che fu a capo del Museo dal 1894 al 1928.

Premi, concorsi
e brevetti

 

 

Al primo premio Bressa (1875), vinto da Charles Darwin, partecipa Alexander Graham Bell con l'invenzione del telefono.

La nascita dell'illuminazione pubblica di Torino si deve ad un concorso bandito dall'Accademia delle Scienze, su invito del Municipio di Torino, nel 1788. Il concorso era aperto a tutti, eccetto che agli accademici, e le lingue ammesse per gli elaborati erano il latino, il francese e l'italiano.

La scoperta di un modo per ottenere un azzurro di origine vegetale da utilizzarsi nell'arte tintoria è frutto di un concorso bandito dall'Accademia nel 1791 e vinto dal napoletano G. Morina. Il premio consisteva in mille lire.

Le richieste di brevetti, che l'Accademia ha il compito di esaminare fino a metà Ottocento, sono quasi novecento. L'analisi di ognuno di essi richiedeva più di un anno, e il brevetto veniva concesso a circa un quarto delle pratiche presentate.

 

Gli interni dell'Accademia

I due globi del cartografo veneziano Vincenzo Maria Coronelli conservati nella Sala dei Mappamondi hanno un diametro di 1,10 m. e rappresentano l'uno le costellazioni e l'altro la geografia terrestre. Realizzati rispettivamente nel 1693 e 1688 sono stati donati all'Accademia nel 1799 da Tommaso Valperga di Caluso.

Vittorio Amedeo III nel giugno 1789 dona all'Accademia un dipinto, opera di Giuseppe Mazzola, che lo ritrae in alta uniforme. Il dipinto si trova oggi nell'unico ambiente dell'Accademia che non ha subito restauri, l'atrio antistante la sala dei Mappamondi.

Nella Sala dei Mappamondi sono conservati i busti marmorei dei fondatori dell'Accademia in età avanzata, realizzati nel primo quarto dell'Ottocento. I busti di Giuseppe Angelo Saluzzo di Monesiglio e Luigi Lagrange sono opera di Amedeo Lavy, quello Giovanni Cigna è di Giacomo Spalla.