IL PALAZZO
IL PROGETTO
L'Accademia delle Scienze ha sede in un secentesco palazzo progettato per ospitare un Collegio per i giovani rampolli delle famiglie aristocratiche: da qui il nome originario di Collegio dei Nobili.
L'ambizioso progetto iniziale, opera di Carlo Maurizio Vota, prevedeva la realizzazione di complesso disposto su tre isolati comprendente il collegio, un seminario e una chiesa. La prima pietra dell'edificio viene posata il 15 maggio 1679 da Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.
L'aspetto definitivo del palazzo, il cui cantiere viene diretto da Michelangelo Garove (1650-1713), è il risultato di un complesso processo storico: spesso la paternità del progetto è stata attribuita a Guarino Guarini (1624-1683), ma il suo nome non compare nelle fonti che riguardano il Collegio, anche se è indiscutibile la presenza di influssi guariniani nello stile del palazzo, in particolare nello scalone guariniano che, dall'ingresso del Museo Egizio, permette di accedere alle sale storiche dell'Accademia delle Scienze.
L’impostazione prevedeva uno schema a C, con un corpo centrale e due ali, su tre piani fuori terra e un piano interrato. Il collegio disponeva all’interno di otto camerate per circa 90 ospiti, di un refettorio, una cappella ed un teatro (il grande salone alto due piani). In quest'ultimo, dopo la soppressione dell'ordine gesuitico nel 1773, venne realizzata la sala riunioni della Regia Accademia delle Scienze, decorata da Giovannino Galliari nel 1787.
LA FACCIATA
La disposizione degli spazi interni ha condizionato anche la composizione della lunghissima facciata (93 metri di lunghezza per 29 di altezza), che non ha alcuna struttura gerarchica, ma due fasce marcapiano tra le quali si aprono le ampie finestre coronate da elaborati timpani.
Solo al centro, sopra al grande portale d'ingresso, il ritmo delle finestre si pone una pausa, con il grande finestrone centrale. Le colonne nere accanto all'ingresso e il balcone soprastante furono aggiunti nell'Ottocento dall’architetto Giuseppe Maria Talucchi che fu incaricato di adornare l’ingresso del palazzo in seguito alla costituzione del Museo Egizio, con l'acquisizione nel 1824 delle prime collezioni.
La facciata non è oggi completamente apprezzabile nel suo insieme a causa della strettezza di via Accademia delle Scienze e dell'altezza dell'edificio; di scorcio si possono leggere però i motivi ornamentali che la vivacizzano e che le donano quella vivacità e vitalità che il disciplinato ritmo delle finestre sembrerebbe invece negargli. Il lato nord fu completato nel XIX secolo su disegno di Giuseppe Talucchi.
L'Accademia occupa soltanto l'ala est del palazzo ex Collegio dei Nobili. Originariamente il Collegio disponeva di un teatro ricavato in un ampio salone alto due piani: in questo ambiente venne realizzata la sala per le riunioni dell'Accademia nota oggi come Sala dei Mappamondi, ed è qui che si tiene la maggior parte degli eventi organizzati.
La sala, che deve il nome ai due preziosi globi del cartografo veneziano Vincenzo Maria Coronelli (1650-1718) conservati al suo interno (l'uno raffigurante le costellazioni, l'altro la geografia terrestre secentesca) è stata magnificamente affrescata dal pittore prospettico Giovannino Galliari (1746-1818) con motivi legati alle scienze coltivate in Accademia. Gli affreschi principali infatti illustrano gli strumenti delle scienze naturali, delle arti e dei mestieri a fianco di quelli delle varie branche del sapere teorico. La volta è decorata con motivi geometrici e il frontone dell'accesso principale alla sala è ornato dalla presenza di figure allegoriche che rappresentano la Veritas, corredata di squadra, specchio e cartiglio, e l'Utilitas con la cornucopia. Sul lato opposto della sala si trova il Tempio della Verità, un vero e proprio tempietto affrescato con motivi che gli conferiscono notevole profondità prospettica. Sul Tempio si erge un frontone absidale sorretto da finte colonne sul quale spicca il motto "Studiis Rerum Naturae et Math.", a sua volta sormontato dalle iniziali di Vittorio Amedeo in omaggio al re aveva istituito l'Accademia.
La Sala dei cataloghi. Questo ambiente ospita gli schedari della biblioteca e, come la Sala dei Mappamondi e le altre stanze sullo stesso piano, è arredata con librerie in legno che coprono le pareti intere con un ballatoio a due terzi dell'altezza accessibile dal piano superiore affinché si possano recuperare anche i volumi posizionati più in alto.
La volta, realizzata in data sconosciuta ma successiva alla Sala dei Mappamondi, è stata affrescata da autore ignoto. Il centro della volta è dedicato all'ornitologia: vi sono infatti raffigurati diversi tipi di uccelli, come struzzi, gufi, pavoni e pellicani. Su ogni lato è poi presente un tondo in cui sono dipinti soggetti diversi: un leone, un coccodrillo, delle rocce con del fuoco e un essere marino.