Prometeo genetista. Profitti delle tecniche e metafore della scienza

Presentazione del volume

Giovedì 19 ottobre 2017, ore 17.00

 

L'Accademia delle Scienze organizza

la presentazione del volume di Claude Calame

Prometeo genetista
Profitti delle tecniche e metafore della scienza

pubblicato da Sellerio Editore


Intervengono Adriano Favole, Gian Franco Gianotti e Francesco Remotti

è presente l'Autore

Presiede Alberto Piazza

 

Sala dei Mappamondi, ingresso da Via Accademia delle Scienze 6

Nella lettura classica Prometeo è l’eroe culturale che fa accedere i mortali alle arti tecniche, ma anche colui che permette agli umani di leggere il mondo fornendoli degli strumenti della decifrazione dei segni. È colui che quindi permette agli uomini di «farsi» tali, di ricrearsi in qualche modo, uscendo dallo stato ferino. Il mito che rappresenta la scienza, e insieme la superbia umana che supera i limiti, non solo strappando agli dei la creazione ma anche contrastando i capricci del Caso. In parallelo, se pur a distanza di millenni, scienze della vita e biotecnologie, l’ingegneria che permette la manipolazione del codice genetico, presentano caratteri che a quel racconto rimandano. Di nuovo, attraverso una semiotica (il DNA è tradizionalmente inteso appunto come un codice), all’uomo è dato di crearsi da solo: un’«antropopoiesi», un’autocreazione che consentirebbe alla scienza umana di sostituirsi anche alle leggi deterministiche del caso. «Dal punto di vista scientifico – scrive l’Autore – si potrebbe verosimilmente ammettere che l’uomo prenda il posto di Prometeo, ossia quello di Zeus. Ci si può domandare se l’uomo sia in grado, se non in diritto di sostituirsi alla potenza del caso che, nella tragedia greca, agisce spesso sotto la forma dellatyche, della sorte, buona o cattiva». Sono due rappresentazioni culturali che lontane nel tempo sembrano tornare a incontrarsi. Il Prometeo di Eschilo Esiodo e Platone, e il Prometeo, per così dire, genetista, oggi possono essere messi a confronto, tra filologia, antropologia e scienza, per illuminare rispettivamente le proprie implicazioni metaforiche, epistemologiche, ed anche etiche, cioè a dire le visioni dei limiti che gli uomini pongono all’umano.

 

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