Si è aperto il MAO: nuovi sguardi sull'arte orientale

 

 

Mercoledì 17 febbraio si terrà presso il Circolo dei Lettori la terza conferenza de I Mercoledì dell'Accademia. Il Prof.Franco Ricca (Direttore del MAO) tratterà il tema "Si è aperto il MAO: nuovi sguardi sull'arte orientale"

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Circolo dei lettori, Via Bogino 9, ore 17.30 

 

Le dimensioni planetarie oggi raggiunte dal mercato e dalla comunicazione esigono un radicale progresso nella capacità di interagire con culture diverse: il bagaglio fornito dalla scuola appare inadeguato a soddisfare tale esigenza mentre il flusso di informazioni sfornato dai media difficilmente conduce ad una conoscenza debitamente strutturata.

Un ruolo importante può dunque venire riconosciuto a musei che siano capaci di proporre le creazioni artistiche delle diverse società umane come strumento per l'apertura del nostro orizzonte etnocentrico. Sono state queste considerazioni a rendere manifesta all'amministrazione civica l'opportunità di creare a Torino un Museo d'Arte Orientale (MAO).

Finalità essenziale del museo è quella di indurre il visitatore ad affiancare al proprio patrimonio tradizionale nuove forme di pensiero e di espressione, rendendolo consapevole della preziosità di ogni particolare formazione culturale e della sostanziale dignità morale e intellettuale di tutti i grandi sistemi filosofici e religiosi elaborati dall'uomo. La definizione stessa di Museo d'Arte Orientale riflette l'aspirazione a fornire una rappresentazione globale, anche se certamente non esaustiva, della produzione artistica dei vari paesi dell'Asia. Nella campagna di acquisti condotta negli ultimi anni si è pertanto mirato alla costruzione di collezioni per quanto possibile organiche e rappresentative, strutturate intorno a nuclei di opere particolarmente importanti.

Il patrimonio del museo comprende oggi circa 1500 opere provenienti da vari paesi dell'Asia: le sale destinate all'esposizione permanente sono distribuite in cinque distinte "gallerie" rispettivamente dedicate all'Asia Meridionale, alla Cina, al Giappone, alla Regione Himalayana e ai Paesi Islamici dell'Asia.

La galleria dell'Asia Meridionale comprende le tre diverse aree del Gandhara, dell'India e del Sud-Est Asiatico. Il termine Gandhara, che designava una satrapia orientale dell'impero achemenide, ha assunto un significato specifico nel campo dell'arte come luogo d'incontro tra mondo classico e civiltà indiana. Nelle sale successive sono collocate opere dell'arte indiana provenienti dal Pakistan, dal Kashmir, dall'India e dal Bangladesh.

Le sale che seguono, dedicate al Sud-Est Asiatico, rivelano le originali elaborazioni di stili e iconografie seguite alla fine degli stati indianizzati. La collezione cinese è costituita da vasellame neolitico, bronzi rituali, lacche e terrecotte della Cina antica. Il limite della raccolta risiede nel termine ante quem corrispondente alla fine della dinastia Tang. La collezione giapponese, che offre significativi esempi di statue lignee, paraventi, dipinti e xilografie dell'ukiyo-e, rivela l'originalità degli esiti dell'incontro di un quasi religioso rispetto delle qualità intrinseche dei materiali, con la disponibilità ad accogliere dall'esterno i frutti della più sofisticata elaborazione culturale. Gli oggetti d'arte dei Paesi Himalayani presentano come tratto unificante la comune versione tantrica del Buddhismo da cui emerge una visione del mondo che investe di sé le architetture, le statue, i dipinti, i libri e gli strumenti rituali. Nella sezione islamica il museo espone vasellame e piastrelle invetriate per la decorazione architettonica, bronzi, manoscritti e una preziosa serie di velluti ottomani: accanto all'ornato geometrico che esplora tutte le possibilità della simmetria piana e accanto all'arabesco che richiama elementi fitomorfi del mondo tardo-antico, acquista qui uno straordinario rilievo la sottile eleganza della decorazione calligrafica.

 

 

 

Prossimi appuntamenti:

24 febbraio: Mario Liverani, Nuove scoperte nella Malatya neo-hittita

17 marzo: Roberto Marchionatti, Einaudi e Keynes: visioni e interpretazioni della grande crisi a confronto

24 marzo: Franco Pastrone, Tempo assoluto e tempo relativo - Dall'attimo fuggente all'eternità

21 aprile: Gustavo Zagrebelsky, Una lettura della Leggenda del Grande Inquisitore

28 aprile: Michele Calì, Crisi energetica: realtà o fantasia?

12 maggio:  Bruno Chiesa, Una biblioteca involontaria. La Ghenizà del Cairo e notizie dal Mediterraneo dei primi secoli dello scorso millennio

26 maggio: Alberta Marzari Chiesa, Gli strumenti della Fisica dalla fine del '700 all'inizio del secolo XX