Mercoledì 17 marzo si terrà presso il Circolo dei Lettori la quinta conferenza de I Mercoledì dell'Accademia. Il Prof. Roberto Marchionatti (Ordinario di Economia politica nell'Università di Torino) tratterà il tema "Einaudi e Keynes: visioni e interpretazioni della grande crisi a confronto".
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Circolo dei lettori, Via Bogino 9, ore 17.30
La relazione intellettuale tra Luigi Einaudi e John Maynard Keynes si inserisce nel più generale dibattito che coinvolse gli economisti tra le due guerre mondiali: quegli anni furono ricchi di intensi dibattiti e aspre polemiche, controversie teoriche tra ortodossia e emergente eterodossia, e di innovazioni teoriche di portata senza pari nel ‘900. Keynes fu astro di prima grandezza in quel dibattito, che ha segnato indelebilmente il pensiero economico di gran parte del nostro secolo, Einaudi ebbe un ruolo certamente di minor rilievo, ma non certo marginale.
I due economisti mostrarono un reciproco interesse per le rispettive posizioni espresse tra gli anni di guerra e i primi anni venti, quando le loro idee sulle cose da fare erano molto vicine; con la seconda metà degli anni venti e negli anni successivi le loro posizioni si allontanarono progressivamente tanto da diventare per molti versi antagoniste.
Il dissenso einaudiano nei confronti di Keynes fu, dalla metà degli anni venti, sempre netto, ma non di radicale rifiuto. Egli lo espose e motivò principalmente sulle pagine de «La Riforma sociale», in lunghi articoli-recensione in cui criticò le posizioni via via esposte da Keynes. Il culmine della polemica si ebbe tra 1933 e 1934, principalmente in relazione a quei testi, risultato della riflessione sulla grande crisi, che segnarono un rilevante distacco teorico di Keynes dalle sue opere precedenti e dall'ortodossia.
Il dissenso einaudiano è fatto di contrapposizioni. Contro la critica di Keynes alla politica del laissez-faire in quanto inadeguata a risolvere i problemi del capitalismo, profondamente modificatosi dopo la prima guerra mondiale, Einaudi difende il laissez-faire come norma pratica di condotta adeguata alle trasformazioni del mondo di allora, senza ovviamente negare l'importanza dell'intervento pubblico in molti campi, ma certo rifiutandolo in tema di moneta e distribuzione del risparmio; contro l'elogio keynesiano dell'ozio contenuto in The Economic Possibilities of Our Grandchildren, Einaudi contrappone l'etica del lavoro; contro la critica keynesiana all'inadeguatezza dell'organizzazione individualistica del mercato dell'investimento, Einaudi contrappone la sua validità purchè si operi a favore del risparmio, vero motore dello sviluppo; contro la convinzione keynesiana dell'assoluta novità della crisi di allora che avrebbe imposto la ricerca di vie del tutto nuove e ardite per uscirne, Einaudi contrappone una diversa visione della storia economica del capitalismo che esclude la frattura evidenziata da Keynes, e ripropone i metodi, pur riveduti e corretti, della saggezza tradizionale, che cresce per accumulazione lenta e graduale, come adeguati a uscire dalla crisi. E il confronto ideale continuerà ancora negli anni della guerra e in quelli immediatamente successivi.
Da questi confronti e contrapposizioni non emerge soltanto l'appartenenza dei due economisti a diverse "scuole" di economia. Quel che soprattutto emerge è un dialogo, aspro, sulle ragioni del crollo dell'ordine liberale pre-bellico, sul significato della grande crisi, e i sui modi per ricreare un ordine internazionale capace di riproporre alcuni fondamentali elementi dell'ordine liberale oltre i limiti che esso aveva manifestato negli anni trenta.
Prossimi incontri
24 marzo: Franco Pastrone, Tempo assoluto e tempo relativo - Dall'attimo fuggente all'eternità
21 aprile: Gustavo Zagrebelsky, Una lettura della Leggenda del Grande Inquisitore
28 aprile: Michele Calì, Crisi energetica: realtà o fantasia?
12 maggio: Bruno Chiesa, Una biblioteca involontaria. La Ghenizà del Cairo e notizie dal Mediterraneo dei primi secoli dello scorso millennio
26 maggio: Alberta Marzari Chiesa, Gli strumenti della Fisica dalla fine del '700 all'inizio del secolo XX