Mercoledì 24 febbraio si terrà presso il Circolo dei lettori la quarta conferenza de I Mercoledì dell'Accademia. Il Prof. Mario Liverani (Università "La Sapienza" di Roma) tratterà il tema "Nuove scoperte nella Malatya neo-hittita".
Circolo dei lettori, Via Bogino 9, ore 17.30
Dopo quarant'anni di interruzione, la Missione Archeologica della Sapienza Università di Roma ha ripreso lo scavo dell'area nord della collina di Arslantepe, antica Melid, presso l'odierna città di Malatya, in Turchia orientale presso l'alto Eufrate. La lunga interruzione era dovuta alla necessità di concentrare le risorse nello scavo delle fasi più antiche: i complessi monumentali del Tardo Calcolitico e Tardo Uruk (IV mill. a.C.) che hanno reso il sito celebre nel mondo archeologico internazionale, e la sequenza completa dell'Antico Bronzo (III mill. a.C.). Ma anche la ripresa dello scavo dell'area nord si prospetta di grande interesse. Si tratta di un ritorno alle origini dello scavo di Arslantepe "La collina del leone" così denominata dal leone in pietra, parte della porta della cittadella, che emergeva in superficie. Negli anni '30 del secolo scorso, Louis Delaporte scavò appunto "La porte des lions" (che oggi funge da ingresso monumentale al salone centrale del Museo di Ankara), con iscrizioni e rilievo scolpiti di epoca molto alta (fine del II mill. a.C.). Ma la porta era ancora in uso quando Sargon II distrusse la città nel 712 a.C. Iniziò dunque la ricerca di una porta anteriore, e dalla quale i rilievi fossero stati prelevati per essere riutilizzati. Lo Schaeffer la cercò invano negli anni ‘50, e il Pecorella negli anni '60 trovò la Porta Imperiale, non tale da potersi identificare con quella da cui provenissero i rilievi. Il fatto è che tra la Porta Imperiale e la Porta dei Leoni si interpone un muro di cinta, visibile sul pendio della collina, la cui porta o è del tutto mancante o era in tanto cattivo stato che lo Schaeffer non la individuò.
Il progetto della nostra ripresa ha dunque un duplice intento: dare finalmente alla Porta dei Leoni un contesto topografico e stratigrafico che tuttora le manca; e poi scendere ai livelli inferiori, per colmare il lungo periodo intercorso tra la distruzione della Porta Imperiale e la costruzione della Porta dei Leoni. La campagna del 2008 ha raggiunto il primo scopo, mettendo in luce un imponente salone con due file di pilastri, che si trovava sulla destra entrando attraverso la Porta dei Leoni, cui era strutturalmente connesso. Poiché il salone ha due piani pavimentali (il più antico in lastroni di pietra e in ciottoli piccoli; il più recente tutto in ciottoli grandi), la ceramica raccolta tra i due pavimenti (e ben sigillata da quello superiore) data per la prima volta la Porta dei Leoni su base stratigrafica (anziché sullo stile dei lastroni). Ora sappiamo dunque che la Porta dei Leoni fu costruita alla fine del IX secolo e distrutta alla fine dell'VIII (appunto da Sargon II).
La campagna del 2009 ha affrontato il secondo problema, scendendo al di sotto del salone a pilastri, rimuovendone una fase precedente, incontrando poi insediamenti di squatters istallati sul rudere del grande muro di cinta post-imperiale, bruciato da un colossale incendio. Servirà ancora un'altra campagna per raggiungere il livello alla base del muro di cinta, conservato per quasi quattro metri di altezza. Ma già ora abbiamo dati storicamente importanti: dopo la fine dell'impero hittita, la vicenda della città non è da ricostruire (come fatto finora) nel segno della continuità, bensì nel segno della discontinuità, con crisi e distruzioni, abbandoni quasi totali, vicende turbolente, prima di arrivare alla grande ripresa della metà del IX secolo. In questo modo l'antica Melid si inserisce nella generale vicenda del Levante nella prima età del ferro, vicenda di una lenta ricostituzione delle strutture urbane e statali che erano entrate in crisi con la fine dell'età del Tardo Bronzo e il crollo dell'impero hittita.
Prossimi incontri
17 marzo: Roberto Marchionatti, Einaudi e Keynes: visioni e interpretazioni della grande crisi a confronto
24 marzo: Franco Pastrone, Tempo assoluto e tempo relativo - Dall'attimo fuggente all'eternità
21 aprile: Gustavo Zagrebelsky, Una lettura della Leggenda del Grande Inquisitore
28 aprile: Michele Calì, Crisi energetica: realtà o fantasia?
12 maggio: Bruno Chiesa, Una biblioteca involontaria. La Ghenizà del Cairo e notizie dal Mediterraneo dei primi secoli dello scorso millennio
26 maggio: Alberta Marzari Chiesa, Gli strumenti della Fisica dalla fine del '700 all'inizio del secolo XX