L'Accademia e l'egittologia

L'Accademia delle Scienze e il Museo Egizio di Torino condividono gli spazi del Collegio dei Nobili ma il loro rapporto risale a molto lontano.

La collezione di reperti raccolti dal Socio Bernardino Drovetti costituisce il primo nucleo delle collezioni del Museo Egizio di Torino, che vengono collocate al loro arrivo a Torino nel palazzo dell'Accademia delle Scienze affinché gli accademici le possano studiare.

L'Accademia conserva inoltre parte del carteggio di Drovetti che consta di circa 1.500 documenti molto interessanti, soprattutto in francese; essi abbracciano la sua attività militare, diplomatica e archeologica. Molti sono stati pubblicati da Giovanni Marro nel Corpo epistolare di Bernardino Drovetti, da S. Curto e L. Donatelli in Bernardino Drovetti Epistolario e infine da L. Donatelli in Lettere e Documenti di Bernardino Drovetti.

L'Accademia nel 2015 ha celebrato Drovetti con una mostra a lui dedicata.

I rapporti tra l'Accademia e il Museo furono molto stretti anche nel corso di tutto l'Ottocento e Novecento: tra i direttori storici del Museo troviamo altri soci dell'Accademia come Giulio Cordero di San QuintinoErnesto Schiaparelli, che fu a capo del Museo dal 1894 al 1928 e Silvio Curto, direttore dal 1964 al 1984.

Tra i soci storici dell'Accademia si trova anche il padre dell'Egittologia, Jean-François Champollion, decifratore dei geroglifici con la traduzione della stele di Rosetta, arrivato a Torino nel 1824 e subito nominato Socio. Il soggiorno torinese fu fondamentale per le sue ricerche: gli studi sui reperti drovettiani gli permisero infatti di gettare le basi della moderna egittologia.

 

 

Stele di Rosetta
Schiapparelli in Egitto