Prospetto del palazzo da via M. Vittoria

Sede

L'Accademia delle Scienze ha sede in un secentesco palazzo progettato per ospitare un Collegio gesuitico destinato ai giovani rampolli delle famiglie aristocratiche. 

La prima pietra dell'edificio venne posata il 15 maggio 1679 da Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours. Il cantiere venne diretto da Michelangelo Garove (1650-1713), ma la paternità del progetto è stata a lungo attribuita a Guarino Guarini (1624-1683): il suo nome non compare nelle fonti che riguardano il Collegio, ma è indiscutibile la presenza di influssi guariniani nello stile del palazzo, in particolare nello scalone che permette di accedere alle sale storiche dell'Accademia.

Nel 1773 l’ordine dei Gesuiti venne soppresso e il palazzo passò in proprietà allo Stato sabaudo, che nel 1784 concesse l’ala su via Maria Vittoria all’appena costituita Accademia delle Scienze.

Percorrendo lo Scalone guariniano, riportato al suo splendore nel 2011 grazie a importanti lavori di restauro realizzati con il contributo della Compagnia di San Paolo, si giunge al Piano Nobile del Palazzo e alla Sala dei Mappamondi, originariamente sede del teatro del Collegio. Oggi questa sala è il cuore dell’Accademia e deve il nome ai due preziosi globi del cartografo veneziano Vincenzo Maria Coronelli (1650-1718) conservati al suo interno. 

 

La sala è stata decorata da Giovannino Galliari nel 1787. I soggetti raffigurati sugli angoli della volta illustrano gli strumenti della meccanica e della matematica (tra cui un pignone, una ruota dentata, un compasso e delle figure geometriche), della geografia e dell’astronomia (una bussola, un astrolabio e una carta geografica), della fisica e della chimica (un termometro e una storta) e delle scienze naturali (un fossile e un coccodrillo).

L’ingresso principale della sala è sormontato da due figure allegoriche che rappresentano il motto dell’Accademia, Veritas et Utilitas: la Verità è rappresentata da una donna appoggiata a un globo mentre l’Utilitas è raffigurata con una cornucopia e il caduceo. Tra le due figure è posto lo stemma dei Savoia.

All’interno della sala, sul lato opposto dell’ingresso, si trova un frontone absidale retto da colonne lignee. Sull’architrave spicca la frase Studiis Rerum Naturae et Math. mentre sul timpano compaiono le iniziali intrecciate di Vittorio Amedeo III, il Re grazie al quale l’Accademia è stata istituita. 

Dalla Sala dei Mappamondi si può accedere alla Sala lettura attraverso due porte sovrastate rispettivamente dai ritratti di Pitagora ed Euclide. La sala ha, come tutti gli ambienti del piano, le pareti interamente ricoperte da librerie in legno che ospitano le collezioni librarie più antiche. La parte centrale del soffitto è affrescata con soggetti ispirati all’ornitologia, tra cui gufi, struzzi, pavoni e pellicani. Sui lati sono presenti quattro tondi che rappresentano un leone, un coccodrillo, delle rocce con del fuoco e un particolare animale marino, il narvalo.

L’ultima sala, dalla forma lunga e stretta, ospita gli schedari storici della biblioteca e le più importanti pubblicazioni periodiche dell’Accademia tra cui le Memorie e gli Atti. Sempre qui trovano posto numerosi repertori bibliografici per favorire la consultazione delle opere, dizionari ed enciclopedie.