Pietro KANDLER

Classe di Scienze morali, storiche e filologiche
Archeologo

Socio corrispondente dal 25 giugno 1846
Nato a Trieste il 23 maggio 1804
Deceduto a Trieste il 18 gennaio 1872

Biografia

Pietro Kandler frequentò la scuola elementare di Trieste e il liceo (Gymnasium) a Capodistria (oggi Koper).

Studiò Giurisprudenza a Padova, Vienna e Pavia, ove conseguì la laurea.

Durante il periodo di studio a Vienna, Kandler viaggiò attraverso l'Ungheria, la Croazia e l'Austria.

Tornato a Trieste nel 1826, iniziò a lavorare come praticante legale nello studio di D. Rossetti (di cui divenne allievo per le Scienze storiche), cimentandosi nello studio degli statuti cittadini depositati proprio presso il Rossetti e collaborando sin dal primo numero alla rivista da lui fondata, l'Archeografo triestino, con un articolo sul Duomo di Trieste, con appendice delle sue iscrizioni (I [1829], pp. 131-208); contemporaneamente iniziò il lavoro di Geografo, che procedette parallelamente al suo impegno di Storico, con il disegno di una carta a sussidio di un articolo di J. Kohen.

Mentre accumulava altre esperienze di lavoro (come praticante al tribunale criminale di Trieste e poi al Fisco, quindi, dal 1840, come Assessore al Civico Magistrato politico economico), la collaborazione al giornale letterario La Favilla e all'Osservatore triestino - con lo pseudonimo di Giusto Traiber - lo mise in buona luce negli ambienti cittadini, tanto che nel 1841 il Comune di Trieste gli affidò la cura del Museo tergestino di antichità.

In tale compito ebbe al suo fianco l'Ing. G. Sforzi, con il quale iniziò la ricognizione da Trieste a Lubiana per studiare i territori di confine dell'Italia romana.
L'anno seguente, i due si dedicarono alla perlustrazione dell'antico agro di Trieste, eseguendo anche scavi archeologici, tra i quali quelli all'interno del campanile di S. Giusto. Ne scaturirono le Esplorazioni di antichità nella città ed agro tergestino, edite nell'Osservatore triestino tra il maggio 1842 e il maggio 1843.

Alla morte di Rossetti (nel 1842), Kandler gli succedette nella carica di Avvocato del Comune e cercò di portarne avanti le iniziative culturali, cosa che gli riuscì con l'inaugurazione del Museo lapidario (1843), ma non con la continuazione dell'Archeografo, che, sempre nel '43, tentò di sostituire con gli Atti istriani e, quindi, con il settimanale L'Istria, edito per quasi sette anni (3 genn. 1846 - 25 dic. 1852) e compilato in pratica quasi tutto dal Kandler, il quale vi pubblicò più di 560 articoli di storia civile, militare, artistica ed economica della regione e dei territori circostanti.

Il Kandler fece a lungo parte dell'Amministrazione comunale: nel 1848, nella veste di Presidente, orientò tutto il Consiglio a dichiarare lealtà al governatore R. von Salm-Reifferscheidt e si recò con P. Revoltella a Innsbruck, per perorare davanti all'Imperatore la causa dell'autonomia di Trieste.

Eletto il 10 maggio 1848 rappresentante della Contea d'Istria alla Dieta di Francoforte, egli rifiutò l'incarico nel timore che le pretese germaniche compromettessero l'autonomia della regione. Il ritorno dell'assolutismo lo deluse nelle sue aspirazioni riformatrici, bloccando, per esempio, il progetto di fondazione dell'Università triestina, già approvato dalla Commissione municipale provvisoria il 6 novembre 1848.

Kandler si rituffò nello studio e così pubblicò gli Statuti municipali di Trieste che portano in fronte l'anno 1150 (Trieste 1849), preceduti da un'ampia introduzione storica; negli anni precedenti erano usciti gli statuti di Parenzo (1846) e di Cittanova (1847), seguiti poi da quelli di Buie (1850) e di Rovigno (1851).
Un suo ritorno alla vita pubblica come membro del Consiglio decennale istituito in applicazione del nuovo statuto cittadino (12 apr. 1850) non durò più di tre anni.

Concentrato nel suo lavoro di ricercatore, dopo aver pubblicato nel 1851 con lo pseudonimo di Giovannina Bandelli (tratto dal nome della figlia e dal casato della moglie) le accurate e complete Notizie storiche di Trieste e guida per la città, a partire da quello stesso anno si dedicò all'edizione del Codice diplomatico istriano, che stampò a sue spese per 15 anni (dal 1851 come supplemento all'Istria, quindi in edizione indipendente) su fogli staccati e non numerati per facilitare aggiunte posteriori e che, nella seconda e definitiva edizione, constava di 1552 fra documenti e diplomi, datati tra il 50 d.C. e il 1530.

Costruita in modo che ogni documento fosse preceduto da un breve regesto e seguito da note illustrative, l'opera costituisce, malgrado i suoi limiti (soprattutto la mancanza di indici), la massima espressione della Storiografia medievistica giuliana.

Nel novembre 1857 Pietro Kandler vinse il premio Rossetti con La storia di Trieste nel primo periodo austriaco (1382-1493) in due volumi, di cui il secondo costituito da fonti.

Nel 1863 Kandler vendette il manoscritto al Municipio triestino. Tale studio confluì nella Storia di Trieste, di cui la prima parte (fino a Carlo Magno) fu pubblicata nel 1919. Frattanto, nel 1858, uscì l'opera più nota e apprezzata del Kandler, La storia del Consiglio dei patrizi di Trieste dal 1382 al 1809, scritta per rievocare, attraverso le vicende del patriziato, la storia del Comune triestino.

Solo in minima parte edito fu, invece, il Codice delle epigrafi romane d'Istria, di cui apparvero le Indicazioni per riconoscere le cose storiche del Litorale (Trieste 1855; un'aggiunta nel 1862), raccolta di annali, serie di autorità ed ecclesiastici.

Esperto Latinista ed efficace raccoglitore di epigrafi, Kandler vide i suoi lavori e le sue schede consultati anche da Th. Mommsen, il quale li utilizzò nella compilazione del Corpus inscriptionum Latinarum.

In politica, dopo aver guardato con simpatia alla formazione del Regno d'Italia, Kandler si spostò gradualmente su posizioni conservatrici. D'altra parte, la sua dichiarata italianità culturale non lo rendeva amato dai conservatori. Era forte in lui il convincimento che la floridezza di Trieste dipendesse dall'Austria, come retroterra imperiale per il suo porto, ma ciò non gli impediva di tutelare l'autonomia e l'italianità delle sue contrade.

Nel 1861 il Consiglio comunale gli commissionò la Raccolta delle leggi, ordinanze e regolamenti speciali per Trieste (la cosiddetta Raccolta Conti, Trieste 1861-62); l'opera, uscita in fascicoli, fu interrotta dalle dimissioni del podestà S. Conti che l'aveva promossa, ma ebbe una ripresa nel 1864 con il fascicolo Emporio e portofranco di Trieste. Insoddisfatto dei risultati dello studio, che non suffragava l'indipendenza di Trieste dall'Austria, il Consiglio comunale esonerò Kandler dall'incarico e lo escluse dagli archivi.

Proprio nel 1864, l'anno in cui usciva il suo Discorso sul Timavo e, nell'Osservatore triestino, la serie delle Epistole del conservatore, Pietro Kandler fu insignito della cittadinanza onoraria di Trieste.

Nel 1871 presentò all'Esposizione di Trieste, insieme con uno studio geografico, la Carta plastica d'Istria e di Carsia, sintesi di quasi un cinquantennio di lavoro cartografico che vide solo in parte la pubblicazione postuma.

Socio di molte Accademie, fu decorato dall'Imperatore con la medaglia d'oro pro virtute et merito e creato Cavaliere dell'Ordine della Corona ferrea.

 

 

 

 

 

Dalla Teca Digitale