Elia LATTES

Classe di Scienze morali, storiche e filologiche
Filologo, Glottologo, Etruscologo

Socio corrispondente dal 14 marzo 1886
Nato a Venezia il 25 aprile 1843
Deceduto a Milano il 1 giugno 1925

Biografia

Elia Lattes fu Professore di Scienza dell'Antichità nell'Accademia scientifico-letteraria di Milano e, dal 1916, divenne Socio corrispondente dei Lincei.
Studiò soprattutto la Lingua etrusca, valendosi del metodo combinatorio e diede un Indice lessicale etrusco (1908-18).

Emigrato con la famiglia a Torino, Elia Lattes frequentò la Facoltà di Giurisprudenza ed ebbe come colleghi G. Giolitti e P. Boselli.
L'11 agosto 1863 si laureò in Diritto romano con una tesi su Le origini del colonato romano, pubblicata nello stesso anno a Torino, con la quale vinse un assegno per il corso di perfezionamento in Diritto ed Economia politica a Berlino, nella Scuola diretta da Th. Mommsen.
Dal 1861, per circa dieci anni, si occupò di questioni di Archeologia e Storia antica, ricerche critiche e statistiche.
Tra le opere giovanili più importanti sono da segnalare: Studi storici sopra il contratto d'enfiteusi nelle sue relazioni col colonato (Torino 1868; rist. anast., Bologna 1983), I banchieriprivati e pubblici della Grecia antica (Milano 1868), La libertà delle banche a Venezia dal sec. XIII al XVII (ibid. 1869).
L'interesse di Elia Lattes per la Storia delle istituzioni antiche e per le questioni economiche trovò un riscontro nelle ricerche che in quel campo andavano svolgendo K.J. Beloch e il marxista E. Ciccotti. Tuttavia, per una decisione quasi improvvisa, il Lattes si volse allo studio del problema etrusco (Ceci, p. 69).
Nel 1868 fu chiamato da G.I. Ascoli alla cattedra di Antichità civili greche e romane, istituita da R. Bonghi presso la R. Accademia scientifico-letteraria di Milano, della quale fu il primo Socio benemerito.
Fra il 1869 e il 1871 Lattes pubblicò le Osservazioni sopra alcune iscrizioni etrusche (in Memorie dell'Istituto lombardo di Scienze e Lettere, s. 3, XI [1869], pp. 9 s.) e le Osservazioni sopra le iscrizioni bilingui etrusco-latine (in Rendiconti del R. Istituto lombardo di Scienze e Lettere, s. 2, IV [1871], pp. 621 s.), con cui gettava le basi della sua Filologia etrusca, aderendo al metodo combinatorio di dichiarare l'etrusco con l'etrusco, al pari di K. Pauli e A. Torp.
Pubblicò in seguito Le iscrizioni latine col matronimico di provenienza etrusca (in Atti della R. Acc. di Archeologia, Lettere e belle Arti di Napoli, XVIII [1896], 1, pp. 1-53) e Di un grave e frequente errore intorno alla donna e alla famiglia etrusca (in Atene e Roma, XIII [1910], 133-134, pp. 1 s.).
Con i lavori Intorno alle iscrizioni tirrene di Lemno (in Rend. del R. Istituto lombardo di Scienze e Lettere, s. 2, XXVII [1894], pp. 613-627) e Di due nuove iscrizioni preromane trovate presso Pesaro (in Atti della R. Acc. dei Lincei. Rendiconti, cl. di Scienze morali, s. 5, II [1893], pp. 775-803, 855-889, 1017-1052; ibid., III [1894], pp. 24-143), Elia Lattes sostenne con decisione che in entrambi i casi osservati doveva trattarsi di iscrizioni etrusche; in realtà per quelle rinvenute nelle Marche non vi sono condizioni per riportarle univocamente a una fra le Lingue note dell'Italia antica.
Divulgate a stampa le iscrizioni etrusche della mummia di Zagabria, Lattes scrisse Saggi e appunti intorno all'iscrizione etrusca della mummia (Milano 1894).
Del 1900 è lo studio dell'iscrizione etrusca della tegola di Santa Maria di Capua, l'odierna Santa Maria Capua Vetere (Primi appunti sulla grande iscrizione etrusca trovata a Santa Maria di Capua, in Rendiconti del R. Istituto lombardo di Scienze e Lettere, s. 2, XXXIII [1900], pp. 346-372, 541-562), in cui, nonostante notevoli lacune presenti nel testo, Lattes riuscì a decifrare circa 300 parole simili a quelle delle bende della mummia di Zagabria. Tali ricerche rinvigorirono le sue convinzioni linguistiche, esposte anche in altri scritti: l'Italianità nella lingua etrusca (in Nuova Antologia, 1° apr. 1895, pp. 416 s.), nonché Documenti epigrafici della signoria etrusca in Campania (in Riv. di Storia antica e Scienze affini, II [1896], pp. 5-26).
Contemporaneamente alla fondamentale pubblicazione di W. Schulze, Zur Geschichte lateinischer Eigennamen (Göttingen 1912), egli scrisse Per la storica estimazione delle concordanze onomastiche latino-etrusche (in Klio, XII [1912], 3, pp. 377-386).
Elia Lattes tentò una breve sintesi delle sue idee nel Disegno di un libro intorno all'italicità della lingua etrusca (in Rend. del R. Istituto lombardo di Scienze e Lettere, s. 2, LIV [1921], pp. 395 s.), senza tuttavia riuscirvi appieno.
Egli fornì importanti contributi anche al problema epigrafico e linguistico delle iscrizioni paleovenete e nel 1901 pubblicò le Iscrizioni inedite venete ed etrusche dell'Italia settentrionale (ibid., XXXIV [1901], pp. 1131 s.).
Nel 1904 apparvero a Firenze le Correzioni, giunte, postille al Corpus Inscriptionum Etruscarum, che testimoniavano la sua profonda conoscenza della Paleografia e delle iscrizioni etrusche (cfr. Ceci, p. 75).
Il Saggio di un indice lessicale etrusco fu considerato lo standard work del L.: pubblicato in diverse parti (in Memorie della R. Acc. di Archeologia, Lettere e belle Arti di Napoli, I [1911], pp. 3-78, 109-209; II [1913], pp. 3-116; III [1914], pp. 140-242), esso elenca e commenta circa 4500 voci ponendo le basi per un vero lessico etrusco. Seguirono gli Appunti per l'Indice lessicale etrusco (in Rend. del R. Istituto lombardo di Scienze e Lettere, s. 2, XLV [1912], pp. 303 s., 351 s., 412 s.), ripresi dopo qualche anno con i Nuovi appunti... (ibid., LIII [1920], pp. 379 s.; LIV [1921], pp. 130 s.; LV [1922], pp. 167 s.).
A complemento del Lessico, pubblicò il Saggio di un Indice morfologico etrusco (ibid., XLV [1912], pp. 846 s.), nel quale riunì le parole ordinate per finali.
Agli studi di Fonologia etrusca consacrò speciali dissertazioni: Vicende fonetiche dell'alfabeto etrusco (in Memorie del R. Istituto lombardo di Scienze, Lettere ed Arti, s. 3, XXI [1907], pp. 303 s.); Saggio di un indice fonetico delle iscrizioni etrusche (in Rend. del R. Istituto lombardo di Scienze e Lettere, s. 2, XLI [1908], pp. 364 s., 508 s., 827 s.; XLII [1909], pp. 787 s.; XLIV [1911], pp. 450 s.; XLVI [1913], pp. 355 s.; L [1917], pp. 345 s.). Il titolo della sua ultima dissertazione fu Appunti intorno alle voci etrusche Lar, Laran... (ibid., LV [1922], pp. 445 s.).

 


Dalla Teca Digitale