Antonio Maria VASSALLI-EANDI

Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali
Abate, fisico, matematico, naturalista

Socio corrispondente dal 09/12/1787
Socio nazionale residente dal 17/11/1791
Nato a Torino il 30/01/1761
Deceduto a Torino il 05/07/1825

Fisico eclettico, si occupò di elettricità e di pesi e misure. Fu direttore dell'Osservatorio meteorologico dell'Accademia e del Museo di Storia Naturale di Torino.

Nacque a Torino il 30 gennaio 1761 e, rimasto orfano di padre a soli tre anni, venne educato dallo zio materno, l’abate Giuseppe Eandi, professore all’Università di Torino. Fin da ragazzo fu un grande studioso: tra i suoi insegnanti vi fu padre Giovambattista Beccaria che lo introdusse allo studio della fisica. Ma studiò anche geometria, etica, letteratura e filosofia, e si distinse negli studi ecclesiastici prendendo gli ordini nel 1784. Beccaria lo prese a benvolere e, poiché aveva acquisito una buona conoscenza dell’inglese, lo incaricava spesso di accompagnare i suoi ospiti stranieri in visita a Torino.

Nel 1786 pubblicò la sua prima opera, una Memoria sopra il bolide degli 11 settembre 1784 e sopra i globi di fuoco in generale, che lo mise in luce nell’ambiente scientifico. Seguendo le orme di Beccaria, si occupò di elettricità: promosse la diffusione dell’uso del parafulmine, inventò l’elettrometro a listelle d’oro, misurò la diversa conducibilità elettrica dei metalli. Nel 1792 venne nominato professore aggiunto di fisica all’Università di Torino.

Negli anni 1790 collaborò con lo zio Vassalli alla stesura dei trattati di fisica, di geometria, di aritmetica e di algebra a uso delle regie scuole, un’opera monumentale voluta dal cardinale Costa di Arignano per favorire l’insegnamento attraverso libri di testo e non solo alla dettatura di memorie.

Nel 1792, già ormai affermato in campo scientifico, venne inviato a far parte della Commissione dei pesi e misure a Parigi in sostituzione del conte Prospero Balbo. Il suo lavoro venne molto apprezzato. Al ritorno a Torino portò «il ferreo autentico modello dell’archetipo del metro». Tornò a Torino nel 1800, dopo la battaglia di Marengo, e venne nominato professore ordinario di fisica. Nel 1804 divenne segretario dell’Accademia delle Scienze, e in tale veste fu incaricato della cura della Specola dell’Accademia ove erano stati alloggiati gli strumenti osservativi di padre Beccaria. Nel 1805 ottenne la Legion d’Onore da Napoleone e fu nominato segretario del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Torino.

In quegli anni fu anche nominato direttore dell’Osservatorio meteorologico dell’Accademia, argomento di ricerca a cui si era dedicato fina dall’età di vent’anni. Nel 1819 pubblicò sugli atti dell’Accademia le osservazioni meteorologiche effettuate da suoi predecessori, Somis e Bonino, e da lui stesso dal 1757 al 1817. Commentò anche la storia di questa scienza, i suoi scopi e la sua utilità, il modo migliore di fare osservazioni e gli strumenti adatti per farle.

Nel 1812 era anche diventato direttore del Museo di Storia Naturale e si dedicò alla pubblicazione di molti importanti lavori sull’agricoltura e su metodi innovativi per il suo miglioramento. Il fattore innovatore di Vassalli Eandi nel trattare tali problemi stava proprio nell’applicazione al campo delle nuove conoscenze di fisica e chimica.

Nel 1805 pubblicò una storia dell’Accademia delle Scienze dal 1792 e nel 1815 un saggio e catalogo della biblioteca dell’Accademia dalla sua fondazione nel 1759.

Nel 1823 venne nominato membro della Giunta accademica incaricata di riordinare il Museo egizio; trovò così il modo di completare uno studio per verificare se i capelli delle mummie conservassero le proprietà igrometriche.

In quegli anni la sua salute, sempre piuttosto fragile, iniziò a declinare e la morte lo colse il 5 luglio 1825.

a cura di a. f., 2005

Dalla Teca Digitale