Bartolomeo Camillo Emilio GOLGI

Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali
Patologo e istologo, premio Nobel per la Medicina nel 1906

Socio corrispondente dal 30 gennaio 1881
Socio nazionale residente dal 13 novembre 1898
Nato a Corteno (BS) il 7 luglio 1843
Deceduto a Pavia il 21 gennaio 1926

Biografia

Camillo Golgi, medico originario dell Val Camonica, è ricordato tra i maggiori patologi e istologi italiani ma il valore della sua produzione scientifica è stato ampiamente riconosciuto in tutto il mondo con il conferimento del premio Nobel per la medicina nel 1906.

Nel 1865 si laureò con una tesi sulle cause delle malattie mentali discussa con Cesare Lombroso, per poi cominciare subito a lavorare nel laboratorio di Giulio Bizzozero, anche quest'ultimo come Lombroso membro dell'Accademia torinese.
Nel 1873, in un laboratorio allestito nella cucina della sua abitazione, mise a punto un innovativo metodo per la colorazione selettiva delle cellule nervose, procedimento che gli varrà negli anni a venire il prestigioso premio assegnato dall'Istituto Karolinska. Il metodo Golgi, noto come reazione nera, consiste in una serie di reazioni chimiche che agiscono sequenzialmente nel tessuto nervoso, rendendo visibili per la prima volta nella storia solo poche cellule in ogni campione e consentendo di analizzare la complessa struttura di diramazioni di una singola cellula in mezzo al groviglio di un intero tessuto. La portata della scoperta fu rivoluzionaria per ogni campo della biologia: per la prima volta la cellula nervosa poteva essere osservata nella sua collocazione naturale e senza che se ne perdesse la complessa visione d'insieme, e anzi, con un livello di dettaglio mai raggiunto prima. La piena padronanza del nuovo metodo e la garanzia di poterlo usare in anteprima portarono Golgi a indagare territori fino ad allora quasi inesplorati dove fece tante scoperte tra le quali quella di un organello cellulare che porta il suo nome. L'apparato di Golgi, componente fondamentale della cellula, venne così individuato ben cinquant'anni prima dell'invenzione del microscopio elettronico, unico strumento in grado di sancirne definitivamente l'esistenza.  

Dalla Teca Digitale