Daniele CASTELLI

Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali
ordinario di Petrologia e Petrografia nell’Università di Torino

Socio corrispondente dal 18/04/2012 per scienze della terra
Socio nazionale residente dal 13/04/2015
Nato a Torino il 19/05/1956

Segretario della Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali dell'Accademia delle Scienze nel triennio 2018-21.

 

Curriculum vitae

Laureato in Scienze Geologiche a Torino nel 1981, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra nel 1987; dal 2005 è professore ordinario di Petrologia e Petrografia presso l’Università degli Studi di Torino.

Dal 2009 al 2011 è stato Direttore del Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche; dal 2012 al 2018 Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e membro del Senato Accademico dell’Università di Torino. Sempre presso l’Università di Torino, è stato Coordinatore, dal 2009 al 2011, del Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra (Scuola di Dottorato in Scienza ed Alta Tecnologia) e fa parte del Collegio docenti del Dottorato in Scienze della Terra (Scuola di Dottorato in Scienze della Natura e Tecnologie Innovative).

E’ rappresentante italiano presso lo IECCC – International Eclogite Conference Coordinating Committee, di cui è stato Presidente dal 2013 al 2015.
Dal 2018 è Presidente del Gruppo Nazionale di Petrografia.

Ha collaborato a lungo con l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del C.N.R., già Centro Studi Geodinamica Catene Collisionali del C.N.R. di Torino, e con il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide. E’ membro del Centro Interdipartimentale per lo Studio degli Amianti e di altri Particolati Nocivi "G. Scansetti" di Torino. E’ stato visiting fellow presso il Politecnico Federale di Zurigo (ETH-Institut fuer Mineralogie und Petrographie) e visiting professor presso l’Università di Kyoto (Department of Geology and Petrology). E’ autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche, la maggior parte delle quali su riviste internazionali, e di altrettante comunicazioni a convegni e congressi in Italia e all’estero.

La sua attività scientifica è prevalentemente finalizzata alla ricostruzione dei processi metamorfici e magmatici che caratterizzano i basamenti cristallini, in particolare nelle catene di tipo collisionale, mediante l’integrazione di dati di terreno con analisi di laboratorio e la modellizzazione delle relazioni di fase.

I principali temi affrontati comprendono: Iil metamorfismo di alta pressione nei sistemi carbonatici impuri riequilibrati nelle condizioni della facies eclogitica (Zona Sesia-Lanzo, Massiccio Dora-Maira); II) il magmatismo e il metamorfismo nelle sequenze ofiolitiche del Monviso e delle Valli di Lanzo; III) il metamorfismo di alta temperatura e l’evoluzione pressione-temperatura(-tempo) nel basamento cristallino della Terra Vittoria Settentrionale (Catena Transantartica) e sue relazioni con il Cratone Est-Antartico; IV) il metamorfismo e il magmatismo nel basamento cristallino dell'alto Himalaya (metamorfismo di grado medio, transetto Lahul-Zanskar, India nord-occidentale; evoluzione metamorfica di alto grado nel basamento cristallino dell’Himalaya orientale, Nepal; petrogenesi di leucograniti miocenici, Bhutan); V) le relazioni tra idrotermalismo, metamorfismo e magmatismo nelle Alpi Occidentali (mineralizzazioni idrotermali a siderite e arseniuri di cobalto, ferro e nickel, Valli di Lanzo; mineralizzazioni idrotermali a tormalina associate al magmatismo periadriatico, Valle Cervo e Valsessera).

Oltre a queste tematiche petrogenetiche, ha sviluppato ricerche sull’interazione tra licheni e substrati rocciosi (nell’ambito della collaborazione con il Centro Interdipartimentale Scansetti) e sull’impiego e sulla diagnostica di materiali lapidei naturali di interesse per i Beni Culturali (nell’ambito delle attività didattico-scientifiche svolte presso il Corso di Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali di Torino, e di collaborazioni con la Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale” e con la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino).

 

Aggiornato a ottobre 2018

Dalla Teca Digitale