Giambattista (o Jacopo) GIULIANI

Classe di Scienze morali, storiche e filologiche
professore di Eloquenza sacra nell'Università di Genova

Socio corrispondente dal 24/07/1847
Nato a Canelli (AT) il 04/06/1818
Deceduto a Firenze il 11/01/1884

Biografia

Compì i primi studi ad Asti, si trasferì poi a Fossano dove, a 18 anni, vestì l'abito dei Padri Somaschi. Nel 1828 era insegnante di filosofia nel Collegio Clementino di Roma, poi presso il liceo di Lugano. Ma la debole salute del Giuliani lo costrinse ad usci­re prima dal rigido ordine dei Soma­schi, poi a rinunciare alla cattedra di Lugano per cercare un luogo più adat­to alle sue condizioni fisiche. Si recò a Roma, poi a Napoli ove, migliora­to notevolmente, riprese con novello ardore lo studio. In questo periodo fu nominato socio dell'Accademia fon­data da Giovanni Pontano e durante la resistenza in Roma, fece conoscen­za col dotto prof. Parchetti che lo av­viò allo studio di Dante. L'amore per questi studi lo assorbì completamen­te, onde lo vediamo nel 1846 al Con­gresso degli Scienziati in Genova di­mostrare che la Divina Commedia rappresentava il più grande e comple­to monumento della storia d'italia. Fu a Genova dal 1847 al 1859 dove tenne la Cattedra d'eloquenza sacra. Nel 1854 da Genova si trasferì a Fi­renze dove le sue peregrinazioni per le cam­pagne toscane gli diedero modo di attingere il soavissimo e pro­prio linguaggio dalla bocca del popo­lo. Da questo studio uscirono i volu­mi: Lettere sul vivente linguaggio della Toscana e le Ricreazioni fi­lologiche, che furono poi unite in un unico volume dal titolo: Delizie del parlar toscano. Quando il Ricasoli fondò in Firen­ze l'Istituto di Studi Superiori, si creò per il Giuliani una cattedra: la catte­dra dantesca che egli illustrò dal 1853 fino alla morte. Quella cattedra era stata affidata nel 1373 a Giovanni Boccaccio per spiegare il poema di Dante. In questo periodo di particolare atti­vità, il Giuliani commentò tutte le opere minori di Dante. Nel 1863 pub­blicò quello sulla Vita nuova e sul Canzoniere, nel 1878 sul De Vulgari eloquentia e De Monarchia.

Giuliani ebbe l'onore di essere no­minato Membro Accademico della Crusca, ed in questo consesso portò tutta la sua attività di letterato. Egli venne scelto a recitare i discorsi com­memorativi in S. Croce, il 14 maggio 1865, in occasione del VI centenario della nascita, ed a Ravenna il 26 giu­gno sull'urna del primo poeta del mondo.

Dopo la soppressione degli Or­dini religiosi, ottenne di essere ascrit­to, come sacerdote secolare, alla Dio­cesi di Asti (1863), e portò sempre l'a­bito ecclesiastico.

Molti furono gli onori tributati al Giuliani tra i quali, quelli che più lo commossero, la cittadinanza onora­ria di Firenze, la nomina a Cavaliere dell'Ordine civile di Savoia. Dopo aver commentato tutte le opere mino­ri di Dante, si accinse per ultimo al commento del Poema Eterno tramite la formula Dante con Dante, inten­dendo con ciò asserire la necessità di conoscere Dante attraverso le opere minori. A questo poderoso lavoro il Giuliani si dedicò con tutte le foze del­l'animo suo. Quantunque il Giuliani scrivesse in una lettera del novembre 1875 di morir contento appena aves­se portato a fine il Commento della Divina Commedia, tale opera non po­tè completare, a causa della salute in­debolita e della vista che andava perdendo. La sua vita volgeva inesorabilmente verso la fine. Prima di spegnersi det­tò tutto quello che voleva venisse fatto dopo la sua morte, esprimendo un ac­corato dolore per non poter rivedere la nativa Canelli. Egli espresse il desiderio che nel se­polcro fosse deposta una fronda dì sa­cro ulivo, simbolo di pace.Venne sepolto a Firenze, nel Cimitero della Misericordia. E con Lui scesero nella tomba una copia della Bibbia, della Divina Commedia e il simbolico ramo di ulivo. Nel corso della sua vita raccolse anche innumerevoli cimeli su Dante che dono alla Città di Firenze e servirono per creare il primo nucleo del museo dantesco.

 

Biografia tratta dal sito del Comune di Canelli

 

Pubblicazioni on-line

Del metodo di commentare la Divina commedia, Savona, 1856 

Delle benemerenze di Dante verso l'Italia e la civiltà, Firenze, 1860

Sul vivente linguaggio della toscana, Firenze, 1865

 

 

 

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