Giuseppe Angelo SALUZZO DI MONESIGLIO

Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali
Conte, chimico e Colonnello di artiglieria, Socio fondatore dell'Accademia delle Scienze

Socio nazionale residente dal 1757
Nato a Saluzzo il 2 ottobre 1734
Deceduto a Torino il 16 giugno 1810

Biografia

Nato a Saluzzo il 2 ottobre 1734, da un'antica famiglia, ramo cadetto dei marchesi di Saluzzo, già da giovane rivelò predisposizione per lo studio. A 13 anni terminava il corso di filosofia ed era ammesso fra i paggi del re, successivamente entrò, col grado di tenente, nella Scuola di Artiglieria diretta da Papacino d'Antoni. Questo reparto riscuoteva fama in tutta Europa per le sue indubbie capacità, tanto che durante il periodo napoleonico l'unità non fu sciolta, ma utilizzata nelle varie campagne belliche.

Nella scuola trovò come docente di matematica, Giuseppe Luigi Lagrange, che qui insegnava sin dal 1755, e di fisica padre Giovan Battista Beccaria, già noto per le sue ricerche sull'elettricità. Giuseppe Angelo si dedicò agli studi della chimica, una materia in Piemonte alquanto trascurata e ancora a livello di alchimia. Così a 24 anni iniziò a studiare la teoria dei gas, (che più avanti troverà sviluppo con Dalton, Gay-Lussac e Boyle), specialmente quelli sviluppati dall'esplosione della polvere da sparo, in contemporanea con l'inglese Benjamin Robins (noto il suo New Principles of Gunnery del 1742).

Quindi allargò le sue ricerche sui gas che si sprigionano dalla calce viva, dalla morte degli animali, e dalla fiamma in assenza di aria, compiendo esperimenti nel castello saluzzese di Bramafarina. Applicò le sue conoscenze di chimica per migliorare la tintura dei tessuti e la macchina a vapore per filare la seta.

La sua fama ben presto travalicò le frontiere sabaude e trattenne rapporti epistolari e personali con i maggiori scienziati dell'epoca, fra questi ricordiamo: l'Allioni, Bernoulli, Halfer, Laplace, d'Alembert, Franklin. Lavoisier lo collocava fra i migliori esperti dell'epoca per gli studi sulla combustione.

Istitutore, nel 1763 del futuro re Carlo Emanuele IV nell'arte militare, occupò posizioni di rango nell'esercito sabaudo, comandante dell'artiglieria durante la guerra contro gli invasori rivoluzionari francesi e nel 1796 ispettore generale dei confini del regno ormai morente. Il re di Prussia, Federico il Grande, gli offrì insistentemente incarichi di prestigio presso la sua corte. Durante l'occupazione napoleonica fu ministro della Pubblica Istruzione piemontese, periodo in cui venne nominato cavaliere, comandante e cancelliere della 17a coorte della Legion d'Onore.

La sua opera maggiore si compì nel 1757 quando fondò, in collaborazione col torinese Lagrange e il monregalese Cigna, la Società Privata torinese con sede presso la sua dimora in palazzo San Germano a Torino. Qui si radunavano scienziati, cultori di storia, filosofia e letteratura punto di raccordo di tutti quei fermenti culturali che andavano formandosi anche nella tetra e chiusa capitale sabauda. Dopo tanti e caparbi tentativi, il Saluzzo riuscì,nel 1783, a far erigere da re Vittorio Amedeo III, questa società come Accademia delle Scienze.

Un'Accademia che per più di due secoli ha riscosso fama mondiale nel campo scientifico e che ha accolto nel suo seno sia come membri che come corrispondenti il meglio della scienza e della tecnica internazionale.

Angelo Saluzzo morì a Torino il 16 giugno 1810, riposa nella cappella di famiglia in san Bernardino a Saluzzo, dove sono riposte le lapidi funerarie della figlia Diodata, famosa poetessa, e dei figli Annibale ed Alessandro, esperti nel campo militare. Di lui rimangono moltissime opere edite ed inedite, stampate pure all'estero.

Quando il Consiglio Comunale di Saluzzo, nella seduta dell'8 novembre 1849, decise di dare un nome a tutte le strade e piazze della Città, il proponente, avv. Pozzi, specificava che la denominazione «doveva desumersi da patrie memorie delle quali abbonda la nostra storia cittadina». Tutto ciò avvenne come prassi per la città sempre ultima in provincia di Cuneo ad adottare le innovazioni, ultima ad avere un Monte di Pietà (1776), una Cassa di Risparmio, (1901), l'acquedotto pubblico (1900), una biblioteca civica (1930), le scuole superiori (1940-50). Le intenzioni del Consiglio e dell'avv. Pozzi vennero negli anni disattese, alcuni personaggi importanti dimenticati, altri relegati in vicoli periferici e poco frequentati. Non dimenticarono però Angelo Saluzzo di Monesiglio intitolandogli il liceo comunale (1866) e dedicandogli una lapide nel corridoio del municipio assieme ai suoi pari, la Gazzetta di Saluzzo nella seconda metà dell'Ottocento ne tratteggiò la sua biografia in più puntate. Nessuna memoria si conserva ai giorni nostri di lui o di altri illustri saluzzesi.




 

Biografia curata dal Prof. Pasquale Natale

Dalla Teca Digitale