Gleb WATAGHIN

Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali
Professore di fisica nella Università di Torino

Socio nazionale residente dal 03/05/1950
Nato a Birzula il 3/11/1899
Deceduto a Torino il 9/10/1986

Commemorazione  di Gleb Wataghin 
letta dal Socio nazionale residente TULLIO REGGE
nell'adunanza del 18 Gennaio 1989 

Non è possibile parlare di Gleb Wataghin senza entrare in considerazioni di fondo riguardanti la storia del nostro Istituto di Fisica e, di riflesso, quella della intera comunità accademica torinese. Egli rimane una delle figure centrali nello sviluppo scientifico del nostro paese, soprattutto ove si consideri il periodo postbellico. Gleb Vassilievich Wataghin nacque sotto il regime zarista a Odessa, nella presente Unione Sovietica, da una famiglia della buona società russa, il padre era funzionario delle ferrovie russe e la madre una Tukachevsky. Seguì gli studi a Kiev in Ucraina ed, a quanto mi accennò breve-mente, risulta che fu compagno di studi del noto matematico Zaritsky. La fine della guerra trovò i Wataghin in una situazione potenzialmente pericolosa, in un paese devastato dalla guerra e dalla fame ed in mezzo a continue sommosse popolari. La famiglia prese la decisione improvvisa di abbandonare il paese. Raggiunsero Odessa da cui passarono in Grecia a bordo di una nave inglese. Dalla Grecia raggiunsero Belgrado, città in cui morì il padre di Wataghin. Infine un fratello di Wataghin venne a Roma in cerca di lavoro ed incontrò per caso la nota attrice russa Tatiana Pavlova che lo fece venire a Torino, a quel tempo mecca del cinema italiano. Tutta la famiglia si riunì quindi a Torino ove il nostro Gleb Wataghin, allora diciottenne e che conosceva a malapena il francese, si inserì nella nostra Università in ciò incoraggiato da illustri Maestri (tra cui credo Corrado Segre) che ne riconobbero l'eccezionale talento. Divenuto cittadino italiano si inserì nel nostro sistema universitario dando contributi scientifici ed organizzativi di alto livello. Non ho dubbi nell'affermare che Wataghin fu il primo torinese a rendersi pienamente conto della eccezionale importanza delle nuove idee e delle nuove teorie che si affacciavano alla fisica contemporanea. Fu certamente il primo a leggere e propagandare lo «Atombau und Spektrallinien» di Sommerfeld, il primo a capire e sostenere la teoria della relatività e la nuova meccanica dei quanti in un ambiente conservatore che non si rendeva conto di quanto era evoluta la fisica Giunto alla cattedra fu nominato professore a Sassari città in cui non soggiornò in quanto nel frattempo fu inviato dal governo italiano in Brasile per creare in loco la nuova scuola di Fisica a Sao Paulo. Egli rimase in Brasile durante il periodo bellico e ritornò in patria verso la fine degli anni 40 quale direttore dell'Istituto di Fisica della nostra Università, carica che ricoprì per molti anni. Al di là di questi dati biografici rimane la personalità eccezionale e carismatica dell'uomo. Wataghin possedeva una immensa carica di entusiasmo che trasmetteva ai suoi allievi e collaboratori riuscendo a trascinare dietro di se persone che normalmente si sarebbero perse per strada. Dotato di grande intuito sia nella ricerca sia nel giudicare le persone si dimostrò sempre generosissimo nell'aiutare i meritevoli. Sotto la sua guida il nostro istituto prosperò e venne ad occupare un posto di primo piano nella Fisica italiana del dopoguerra. Rispettatissimo all'estero riuscì a riprendere i contatti con gli scienziati di quei paesi da cui ci avevano diviso le tristissime vicende belliche. A lui toccò la ricostruzione del nostro Istituto dalle macerie non solo materiali. Chiamò accanto a se Mario Verde, poi mio Maestro, che iniziò con lui una lunga e fruttuosa opera di insegnamento e di ricerca. Wataghin parlava una quantità inverosimile di lingue apprese durante le sue lunghe peregrinazioni per il mondo, si trovava a suo agio in qualunque ambiente, aveva una conversazione affascinante, aveva conosciuto personaggi mitici come Rachmaninoff, Ungaretti ed Alekhin, il campione mondiale di scacchi, gioco in cui Wataghin, da bravo russo, era bravissimo. Il suo punto forte nella ricerca era l'intuizione che per lui veniva sempre prima del formalismo. Fu al tempo stesso teorico e sperimentale, svolse tutta una serie di esperimenti e misure sui raggi cosmici sia in Italia che in Brasile, paese in cui allevò tutta una generazione di fisici di alto livello e che non lo ha mai dimenticato. Uno di questi, Cesar Lattes, partecipò all'esperimento in cui venne sintetizzata per la prima volta una particella elementare, il pione. Come teorico svolse una lunga ricerca riguardanti i campi non locali proponendo una serie di idee e di concetti che si ritrovano a distanza di anni, sia pure modificati, in vari schemi teorici di rilievo. Wataghin ebbe sempre un rispetto altissimo per la Scienza e per i grandi scienziati. Di lui si può ripetere quello che in altre circostanze fu detto di Fermi: il nostro paese lo accolse fuggiasco ed egli ci rese questo favore moltiplicato per cento. 

 

Dalla Teca Digitale