Leo PARDI

Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali
Professore di zoologia nella Università di Firenze

Socio corrispondente dal 15/02/1956 per scienze della biologia animale e dell'uomo
Nato a San Giuliano Terme (Pisa) il 1915
Deceduto a Rignano sull'Arno (Firenze) il 1990

Leo Pardi è considerato un pioniere dell’etologia moderna in Italia e lascia un'orma indelebile nel campo del comportamento sociale degli insetti e in quello dell'orientamento animale.

Laureatosi in scienze naturali all’Università di Pisa nel 1938, diventa assistente nell’istituto di zoologia dove lavora fino al 1953. Si trasferisce quindi a Torino per occupare la cattedra di zoologia. Qui resta fino al 1962, quando passa all’Università di Firenze occupando la cattedra di zoologia fino al 1980, dunque quella di etologia, che tiene fino al 1987. 

A Firenze, dal 1963 al 1972 dirige il Museo zoologico ‘La specola’. Integrando l’interesse faunistico-sistematico con uno più eco-etologico, organizza oltre una decina di missioni di studio in Africa orientale. L’iniziativa raccoglie consensi, oltre che risultati, e viene infine a concretarsi nel progetto di una struttura stabile: nell’agosto 1971 è istituito il Centro di studio per la faunistica ed ecologia tropicali, frutto di una convenzione fra CNR e Università di Firenze. 

Pardi ha svolto una grande attività di ricerca e ha pubblicato articoli su riviste nazionali e internazionali. Nel 1967 dà vita a una nuova serie della rivista “Monitore Zoologico Italiano”, proseguita sotto la sua direzione sino al 1988. 

Tra i suoi primi studi si trova una ricerca istofisiologica che porta alla pubblicazione di una ponderosa monografia, intitolata I corpi grassi degli insetti (Firenze 1939). Stesso taglio hanno una serie di indagini immediatamente successive sulla vespa Polistes, fondamentali per lo studio dell'evoluzione delle società animali.

L’altro importante argomento di cui l’etologo Leo Pardi si occupa è quello del movimento orientato di Talitrus saltator, partendo dalla scoperta dell’esistenza in questo Anfipode di un meccanismo di orientamento solare che si basa sulla compensazione temporale del moto apparente del Sole. A ciò seguono una serie di approfondimenti e di nuove scoperte, tra le quali l’estensione delle ricerche a numerose altre specie appartenenti a vari gruppi sistematici, con habitat ecotonali differenti; oppure, la ricerca di possibili meccanismi alternativi e ausiliari.

Socio corrispondente, poi nazionale, dell’Accademia nazionale dei Lincei, Leo Pardi entra a far parte dell’Accademia nazionale di entomologia; è socio corrispondente dell’Accademia di scienze e letteratura di Magonza, dell’Accademia delle scienze di Torino, dell’Accademia toscana di scienze e lettere. Viene nominato presidente onorario della Sezione italiana della International union for the study of social insects (IUSSI, Italian section).

Nel 1976 vince il premio Antonio Feltrinelli (dell’Accademia nazionale dei Lincei) per le scienze biologiche e applicazioni e, nel 1989, il premio Balzan per l’etologia. A lui è stato recentemente intitolato un dipartimento (“di Biologia Evoluzionistica”) dell'Università degli Studi di Firenze.

tratto da Treccani
e Wikipedia

 

 

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