Leonhard EULER

Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali
Matematico

Socio straniero dal 1760
Nato a Basilea il 15/04/1707
Deceduto a Pietroburgo il 07/09/1783

Socio nominato con Lettere Patenti

Noto in Italia come Eulero, è stato una delle figure più rappresentative del XVIII secolo. Ha fornito contributi storicamente cruciali in svariate aree: nell'analisi infinitesimale, nelle funzioni speciali, nella meccanica razionale, nella meccanica celeste, nella teoria dei numeri e nella teoria dei grafi.

"Eulero calcolava senza sforzo apparente, così come gli uomini respirano o le aquile si librano nel vento" - disse di lui Francois Arago, l’accademico di Francia che lo definì l'"Incarnazione dell'Analisi".

Per il divertimento e l’istruzione di figli e nipoti proponeva problemi e realizzava piccoli esperimenti di  fisica   che dimostravano anche la sua grande capacità divulgativa, confermata innanzitutto da un suo curioso libretto, molto popolare, tradotto in sette lingue, Lettere  a  una  principessa tedesca, scritto  per  insegnare  le nozioni  fondamentali  della  fisica  e  della  matematica   alla principessa Johanna Charlotte di Anhalt-Dessau, nipote di Federico il Grande.

Eulero entrò all’Università di Basilea nel 1720, all’età di 14 anni, ed ebbe la fortuna di conoscere il celebre matematico Johann Bernoulli che lo aiutò nei suoi studi, come scrive Eulero stesso nei suoi scritti autobiografici: “Trovai l’occasione per essere presentato a Johann Bernoulli, il quale, per la verità era molto impegnato e rifiutò di darmi lezioni private, ma mi diede molti consigli sui libri di matematica che dovevo leggere e studiare. Quando incontravo qualche difficoltà ero autorizzato a fargli visita ogni domenica pomeriggio ed egli gentilmente mi spiegava tutto quello che non avevo capito”.

Eulero, a vent'anni,  si  trasferì  a Pietroburgo  e  non  ritornò  mai  più  in  Svizzera. Fu   prima matematico  al  servizio della Grande  Caterina,  imperatrice  di Russia  e  poi, come abbiamo detto,  per venticinque anni  alla  corte  berlinese  di Federico  il  Grande, dove gli succederà il  matematico  torinese Lagrange.   Ottenuta una sistemazione anche economicamente decorosa, decise di sposarsi  con Katharina Gsell, figlia di un pittore svizzero, in quel periodo direttore dell’Accademia di pittura di San Pietroburgo, dalla quale ebbe tredici figli, dei quali però soltanto cinque sopravvissero all’infanzia.

Eulero confessò di aver fatto le sue più importanti scoperte matematiche mentre aveva un bambino tra le braccia, e altri marmocchi che ruzzolavano ai suoi piedi. Poco  salottiero  e tutt'altro  che brillante, non piaceva molto a Federico il  Grande,  che lo  soprannominò  il "mio  ciclope  matematico".  Eulero infatti  aveva  perso l'occhio destro a  trent'anni,  sembra  per l'impegno eccessivo nel suo lavoro.

Nel  1766  venne nominato  direttore dell'Accademia a Pietroburgo, e qui, dopo breve tempo, una  cataratta all'occhio  ancora sano lo portò alla cecità completa, ma  questo non  fermò  il  suo lavoro che continuò con  l'aiuto  dei  figli. La sua memoria era eccezionale e gli consentiva  di avere ben presenti le pagine che andava dettando. Eulero ricordava a memoria tutte le più importanti formule matematiche, i quadrati, i cubi e le potenze quarte, quinte e seste dei primi cento numeri, oltre a centinaia di poesie e all'intera Eneide.

Il 7  settembre 1783,  Eulero  iniziò la sua giornata come al solito, con una lezione di matematica a uno dei suoi tanti nipoti e proseguì discutendo con alcuni amici le novità del giorno, gli esperimenti dei fratelli  Montgolfier  e  la scoperta di  Urano. Alle cinque del pomeriggio, colpito da emorragia cerebrale, ebbe appena il tempo di mormorare “sto morendo” prima di perdere coscienza. Poche ore dopo,  come  disse  il marchese di Condorcet nell'orazione funebre, "cessò di calcolare e di vivere".

Il grande merito di Eulero  è stato quello di aver saputo sistemare e collegare campi ai suoi tempi separati della matematica, utilizzando in modo geniale le risorse della geometria, dell’algebra e dell’analisi, per arrivare a risultati straordinari. Già ai suoi tempi godeva di un enorme prestigio, testimoniato da una celebre frase di Laplace: “Leggete Eulero. Leggete Eulero. Egli è il maestro di tutti noi”.

E’ stato probabilmente il matematico più prolifico: la sua opera omnia comprende 74 volumi  dedicati non solo alla matematica, ma anche alla meccanica, all'astronomia e ancora all'ottica,   all'acustica, alla termologia, all' elettricità e al magnetismo.

Per cinquant’anni, dopo la sua morte, l’Accademia di Pietroburgo continuò a pubblicare suoi lavori inediti. Alcune delle sue opere  rimangono fondamentali, come laMeccanica, la prima opera nella quale venga sistematicamente applicata l'analisi alla meccanica e l’Introductio in analysin infinitorum, l’opera con la quale, possiamo dire, inizia l’analisi matematica come studio, secondo Eulero, delle funzioni.

Fra i tanti meriti di Eulero, ricordiamo l’introduzione di simboli usati oggi da tutti gli studenti quali π, e per base dei logaritmi naturali, f(x) per la funzione di x, il simbolo Σ per indicare una sommatoria,  e i per indicare la radice di -1.

a cura di f.p., 2011

 

 

 

 

 

Dalla Teca Digitale