Luigi Federigo MENABREA DI VALDORA

Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali
Marchese, ufficiale, professore d'ingegneria e statistica

Socio nazionale residente dal 17/02/1839
Nato a Chambéry il 04/09/1809
Deceduto a S.t Cassin il 24/05/1896

Suo principale merito scientifico è legato ad alcuni risultati di meccanica applicata sulla teoria dei sistemi elastici, che egli condivide con Carlo Alberto Castigliano.

Luigi Federico Menabrea nasce a Chambery nel 1809 e muore a Saint Cassin, in Savoia, il 24 maggio 1896.

Si laurea in ingegneria e matematica a Torino nel 1832 dopo aver seguito i corsi di Giorgio Bidone e di Giovanni Plana.

Giovanissimo viene nominato dal re Carlo Alberto, motu proprio, tenente del Genio e con questo grado presta servizio al forte di Bard, da dove viene richiamato a Torino per insegnare matematiche all'Accademia militare (l'equivalente di insegnare analisi matematica al Politecnico di Torino , visto che il Politecnico è figlio di quella Accademia).

Sotto la guida di Plana svolge un'intensa attività scientifica in parallelo con i compiti istituzionali di militare. Nel 1840 partecipa agli incontri dei membri dell'Accademia delle Scienze con Charles Babbage e due anni dopo presenta alla Biblioteque Universelle de Geneve la famosa nota Sketch of analytical engine invented by Charles Babbage.

Partecipa con vari compiti importanti alla prima Guerra di Indipendenza Nazionale. Nel 1848, dopo l'armistizio, viene nominato primo ufficiale, ossia , come diremmo oggi, sottosegretario di vari dicasteri.

Nel 1859 è l'artefice dei lavori che consentono di inondare la pianura tra la Dora e il Sesia, impedendo l'avanzata agli austriaci. Per quell'opera nel 1875 il Re Vittorio Emanuele II gli conferirà il titolo di Marchese di Val Dora.

Riprende la carriera politica con la nomina a senatore nel 1860, un incarico che coprirà per 36 anni consecutivi. Nel 1867 viene nominato Presidente del Consiglio, ma incappa nella triste vicenda di Mentana, prendendo decisioni che gli inimicano i Garibaldini e i Repubblicani. E' costretto alle dimissioni alla fine del 1869 e finisce la carriera politica come ambasciatore prima a Londra e poi a Parigi. Gli storici gli rimprovereranno poi, anche la mancata opposizione all'espansionismo francese in Africa, dovuta, secondo loro, agli stretti rapporti di amicizia con i Francesi.

L'enciclopedia Treccani del 1935 lo definirà "grande patriota, distinto matematico, mediocre politico e diplomatico". Lasciando da parte le valutazioni politiche, sempre molto soggettive, la definizione distinto matematico pare inadeguata ai suoi meriti scientifici.

Oltre alla citata memoria sulla macchina di Babbage si ricorda la nota presentata nel 1858 all'Accademia delle Scienze Nouveau principe sur la distribution des tensions dans les systèmes élastiques, in cui si enuncia il teorema condiviso con Castigliano, secondo il quale "tra tutti i sistemi di forze esterne, il solo che è in grado di esistere è quello che corrisponde al potenziale elastico minimo".

a cura di a.r. m., 2005

Dalla Teca Digitale