Paolo BOSELLI

Classe di Scienze morali, storiche e filologiche
Uomo politico e patriota

Socio nazionale residente dal 15/01/1888
Nato a Savona il 08/06/1838
Deceduto a Roma il 10/03/1932

Uomo politico italiano nacque a Savona l’8 giugno 1838; iscrittosi alla facoltà di giurisprudenza di Torino divenne nel  1871 titolare a Roma della prima cattedra di scienza delle finanze. Nel 1874 tuttavia abbandonò l’insegnamento per dedicarsi totalmente all’attività politica intrapresa qualche anno prima. La sua carriera di deputato durò fino al 1921 quando venne eletto senatore. Appartenne sempre al centro-destra, più volte ministro con Crispi, con Pelloux e con Sonnino; come ministro del Tesoro tra il 1899 e il 1900 stabilì il saldo ordinamento della Banca d'Italia. Nel 1904 ebbe la presidenza del Museo industriale, già tenuta nel 1885-87: poté così seguire e sostenere la fusione del museo con la scuola degli ingegneri e la creazione del Politecnico di Torino, avvenuta nel 1906 con una legge della quale egli stesso fu relatore dinnanzi alla Camera. Presidente della Società Nazionale Dante Alighieri (1907), favorevole all'intervento nella prima guerra mondiale, fu alla Camera (maggio 1915) l'entusiasta relatore del progetto di legge per i pieni poteri del gabinetto Salandra. Incaricato, alla caduta di Salandra, di formare un ministero a larga base nazionale (18 giugno 1916), fallì nel suo intento e, dopo la disfatta di Caporetto, si dovette dimettere. Negli anni successivi alla Prima Guerra mondiale vide in D’Annunzio e Mussolini, che riceveranno la medaglia d'oro "Paolo Boselli", l'incarnazione dell'anima della vittoria, l'ideale in cui egli sentiva compiersi il risorgimento nazionale e la gloria della tradizione sabauda. Nel 1929 fu in senato relatore del progetto per l'approvazione dei Patti Lateranensi. Cultore di studi storici, creò a Roma il Museo del risorgimento italiano e fu presidente dell'Istituto storico italiano. Nel 1910 divenne presidente triennale dell’Accademia delle Scienze di Torino di cui era diventato Socio nazionale nel 1888 e nel 1918 Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Alla morte, avvenuta a Roma il 10 marzo 1932, il B. ebbe la benedizione apostolica, la visita del re, funerali pubblici a spese dello Stato, solenni onoranze. 

Dalla Teca Digitale