Pietro ROSSI

Classe di Scienze morali, storiche e filologiche
professore emerito, già ordinario di Filosofia della Storia nell'Università di Torino

Socio corrispondente dal 15/04/1975 per filosofia
Socio nazionale residente dal 09/05/1989
Nato a Torino il 07/11/1930

Curriculum vitae

Pietro Rossi ha studiato presso l'ateneo torinese laureandosi in filosofia nel 1952 e compiendo in seguito studi di perfezionamento all'Istituto italiano per gli Studi storici di Napoli, a Milano e a Heidelberg, seguendo le lezioni di Federico Chabod, Karl Löwith e Hans-Georg Gadamer. Libero docente in Storia della filosofia nel 1956, è stato nel 1959-61 fellow della Rockefeller Foundation a Parigi, dove ha condotto ricerche sulla formazione dell'idea di civilisation nel secolo XVIII. Vincitore del concorso a cattedra di Filosofia morale bandito nel 1962, ha insegnato nell'Università di Cagliari come professore straordinario dal 1° febbraio 1963 e come ordinario dal 1° febbraio 1966; nel 1967-68 è stato chiamato all'Università di Torino, dove ha insegnato dapprima Storia della filosofia nella Facoltà di Magistero e quindi, dal 1971, nella Facoltà di Lettere e filosofia, quale titolare della cattedra di Filosofia della storia, poi (dal 1972) di Storia della filosofia, succedendo a Nicola Abbagnano, infine nuovamente (dal 1983 al 2006) di Filosofia della storia. Nel 1975-76 è stato preside della Facoltà di Lettere e filosofia, e nel triennio 1983-86 ha fatto parte del Consiglio Universitario Nazionale. Attualmente è professore emerito dell'Università di Torino.

Nel semestre estivo 1985 è stato Max-Weber-Gastprofessor nell'Università di Heidelberg. Nel 1999 la Alexander von Humboldt-Stiftung gli ha conferito un premio di ricerca per le scienze dello spirito, che ha utilizzato presso il Max-Weber-Kolleg di Erfurt e presso l'Istituto di Sociologia dell'Università di Heidelberg.

Ha studiato dapprima lo storicismo contemporaneo, dedicando ad esso i volumi Lo storicismo tedesco contemporaneo (Torino, Einaudi, 1956, 2a ed. 1971, 3a ed. Milano, Edizioni di Comunità, 1994) e Storia e storicismo nella filosofia contemporanea (Milano, Lerici, 1960, 2a ed. Il Saggiatore, 1991), nonché la raccolta di testi Lo storicismo tedesco (Torino, UTET, 1976). Di Dilthey ha curato la versione italiana dei saggi sulla Critica della ragione storica (Torino, Einaudi, 1954) e, a cinquant'anni di distanza, una più ampia raccolta degli Scritti filosofici 1905-1911 (Torino, UTET, 2004). Ha inoltre curato la traduzione degli scritti fondamentali di Max Weber, dai saggi metodologici (Il metodo delle scienze storico-sociali, Torino, Einaudi, 1958, nuova ed. completa col titolo Saggi sul metodo delle scienze storico-sociali, Torino, Edizioni di Comunità, 2003) a Economia e società (Milano, Edizioni di Comunità, 1961, 2a ed. 1968, 3a ed. 1974) e alla Sociologia della religione (Milano, Edizioni di Comunità, 1981, nuova ed. in quattro volumi, Torino, Edizioni di Comunità, 2002). A partire dagli anni Ottanta ha nuovamente rivolto la propria attenzione all'opera di Max Weber, raccogliendo vari studi su questo autore nei volumi Max Weber: razionalità e razionalizzazione (Milano, Il Saggiatore, 1982, 2a ed. ampliata con il titolo Max Weber. Oltre lo storicismo, 1988) e Vom Historismus zur historischen Sozialwissenschaft (Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1987); nel 2007, infine, ha riunito i principali saggi di argomento weberiano dell'ultimo venticinquennio nel volume Max Weber. Una idea di Occidente (Roma, Donzelli, 2007).

Dopo i lavori sullo storicismo, e parallelamente allo studio di Weber, si è dedicato da un lato allo studio della filosofia illuministica della storia, della concezione positivistica della società, dei rapporti tra marxismo e scienze sociali, dell'origine dell'antropologia e del concetto antropologico di cultura, dall'altro all'analisi dei problemi teorici della ricerca storica e delle scienze sociali contemporanee. I risultati di questi filoni di ricerca sono contenuti in numerosi saggi, nonché nei volumi Cultura e antropologia (1983) e Marxismo (Bari-Roma, Laterza, 1996). 

A questo filone di studi si collega, seppure in maniera indiretta, la  riflessione sull’Europa in chiave di global history, sulle sue componenti struttural e sulla sua storia: una riflessione che si richiama a testi classici come quelli di Henri Pirenne, di Marc Bloch e di Lucien Febvre, di Federico Chabod, nonché – in forma critica – alla letteratura sul “destino” dell’Europa. Essa è consegnata soprattutto a quattro testi: il volume su L’identità dell’Europa, edito dal Mulino (2007); la Spinelli Lecture 2009 dal titolo Oltre la nazione. La metamorfosi dello stato nell’Europa contemporanea; il volume cooperativo a sua cura The Boundaries of Europe. From the Fall of the Ancient World to the Age of Decolonisation, che ha inaugurato la collana dei Discourses on Intellectual Europe dell’ALLEA (Berlin, De Gruyter - Akademie Forschung, 2015) e infine il più recente, ampio profilo L’Europa che fu, anch’esso edito dal Mulino (2017).

Ha coordinato e diretto, insieme a Carlo A. Viano, la Storia della filosofia in sei volumi edita da Laterza (1993-99), scrivendo personalmente numerosi capitoli per i volumi IV, V e VI. Più di recente ha raccolto i principali saggi sul pensiero filosofico italiano della seconda metà del Novecento nel volume Avventure e disavventure della filosofia, edito dal Mulino (2009).

Ha promosso numerose ricerche e curato diversi volumi, tra i quali gli atti del convegno internazionale di Studi gramsciani dell'aprile 1967, dal titolo Gramsci e la cultura contemporanea (Roma, Editori Riuniti, 1969-70), il volume Ricerca sociologica e ruolo del sociologo (Bologna, Il Mulino, 1972), il volume Max Weber e l'analisi del mondo moderno (Torino, Einaudi, 1981), il volume La teoria della storiografia oggi (Milano, Il Saggiatore, 1983, trad. tedesca con il titolo Teorie der modernen Geschichtsschreibung, Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1990), i volumi La storiografia contemporanea. Indirizzi e problemi (Milano, Il Saggiatore, 1987) e La storia comparata. Approcci e prospettive (Milano, Il Saggiatore, 1990), poi ancora il volume Modelli di città. Strutture e funzioni politiche (Torino, Einaudi, 1987, nuova ed. Torino, Edizioni di Comunità, 2001) e il volume La memoria del sapere (Roma-Bari, Laterza, 1988). Insieme a Carlo A. Viano ha curato la raccolta di studi su Filosofia italiana e filosofie straniere nel dopoguerra (1991) e quella su Le città filosofiche (2004), entrambe edite dal Mulino.

Dal 1961 al 1989 ha diretto la collana dei Classici della sociologia delle Edizioni di Comunità; ha diretto inoltre le collane di Scienze sociali e di Filosofia dell'editore Loescher, e condiretto le due serie di manuali e di monografie dedicate alle scienze sociali dello stesso editore. Ha fatto parte del Comitato direttivo della Enciclopedia delle scienze sociali, pubblicata in otto volumi (e un volume suppl.) dall'Istituto della Enciclopedia italiana (1991-99), nonché dell'International Advisory Board della International Encyclopedia of the Social and Behavioral Sciences, pubblicata in ventisei volumi dalla Pergamon Press.

Dal 1963 al 2013 ha fatto parte del Comitato direttivo della "Rivista di filosofia", e dal 1985 al 2005 ne è stato il direttore responsabile; attualmente è membro del comitato scientifico internazionale. Dal 1962 al 1978 ha fatto parte anche del Comitato direttivo dei "Quaderni di sociologia".

Socio corrispondente (dal 1975) e poi nazionale residente (dal 1989) dell'Accademia delle Scienze di Torino, ne ha diretto la Classe di Scienze morali nel 1997-99, ne è stato vicepresidente nel 2000-2003, poi presidente nel 2003-2006, di nuovo vice-presidente dal 2006 all'aprile 2008, infine presidente per il triennio 2009-2012. È inoltre Socio fondatore della Academia Europaea, del cui Consiglio ha fatto parte nel triennio 1997-2000, Socio nazionale dell'Accademia Nazionale dei Lincei e dell'Accademia di scienze morali e politiche di Napoli e Socio corrispondente dell'Istituto lombardo. Dal giugno 2008 all'ottobre 2009, e poi nuovamente dal 2012 al 2020, ha fatto parte del Consiglio generale della Compagnia di San Paolo, su designazione alternativamente dell'Accademia dei Lincei e dell’Accademia delle Scienze di Torino.

Nel novembre 2004 è stato insignito della Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica federale di Germania.

 

Ultimo aggiornamento aprile 2020

 

 

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