Il fondo piemontese di Vincenzo Armando

a cura di Elena Borgi; con la presentazione di G. Gasca Queirazza

Firenze, Olschki, 2009, xiv-436 pp. con 3 es. mus. n.t., 10 figg. b.n. n.t. e 6 tavv. f.t. a colori.

Vincenzo Armando (1858-1928) ricoprì dal 1896 la carica di bibliotecario dell’Accademia delle scienze (dopo essere stato archivista del Duca di Genova e della Deputazione di Storia Patria) ma nella sua vita fu soprattutto un bibliofilo appassionato della produzione letteraria piemontese tanto quanto il ben più noto Silvio Simeom, donatore dell’omonima collezione conservata nell’Archivio Storico della Città di Torino.

Il Fondo Armando della biblioteca dell’Accademia delle scienze di Torino è una delle più cospicue raccolte di letteratura in piemontese e dei relativi studi linguistici: quasi 1800 documenti che contribuiscono efficacemente alla conoscenza di questo dialetto. Nella raccolta trovano posto le edizioni settecentesche delle Poesie piemontesi di Ignazio Isler, le Canzoni di Angelo Brofferio, le composizioni di Giuseppe Frioli e di Giovanni Ignazio Pansoya, i romanzi di Luigi Rocca e di Carlo Alberto Occhetti, ma anche i componimenti in occasione delle nozze di Maurizio Bertetti e i volumi di poesie di Alberto Arnulfi (Fulberto Alarni), di Alberto Viriglio, di Leone Fino (Rico), di Oreste Fasolo, di Alfonso Ferrero.

Il catalogo, suddiviso in cinque sezioni (opere a stampa, musica a stampa, pubblicazioni periodiche, manoscritti e recensioni e ritagli) è un utile strumento per la consultazione del fondo, la cui eterogeneità ha permesso soltanto una catalogazione parziale su supporto informatico.