Memorie della Classe di Scienze morali. vol. 33 (2009)

52 pp., € 11,00.
Volume cartaceo disponibile dal 16 ottobre 2009;

Full-text PDF   [967 KB]  on line dal 19 ottobre 2009.

 


DIRITTO E STORIA DEL DIRITTO 

Mario G. Losano
La Turchia tra Europa e Asia: un secolo tra laicismo e Islam,
ill., pp. 1-52.

 L'Autore sottolinea come la Turchia, a partire dall'Ottocento, abbia guardato all'Europa occidentale come al modello per ammodernare la propria struttura sociale, politica, militare e giuridica. Per questa ragione ritiene che l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea possa essere considerato la naturale continuazione di questo processo.

Dall'epoca del Tanzimat (1839-1876) sino alla fine dell'Impero ottomano le riforme europeizzanti esitarono fra innovazione e tradizionalismo; però divennero radicali dal 1923, con l'ascesa al potere di Mustafà Kemal Atatürk e con la fondazione della Repubblica Turca. L'emanazione nel 1926 di un codice civile modellato su quello svizzero illustra tanto la radicalità con cui il kemalismo perseguiva l'euro-peizzazione, quanto le difficoltà nel trasformare questa aspirazione politico-giuridica in una pratica sociale diffusa nella popolazione turca. Il conflitto tra il nuovo matrimonio laico e il tradizionale matrimonio islamico costituisce un esempio chiaro di questo contrasto.

L'avvicinamento all'Europa si rafforzò nel 1944 con l'entrata in guerra della Turchia a fianco delle democrazie occidentali, e continuò con l'inclusione nella Nato, con la richiesta - già nel 1959 - di entrare nella CEE e, infine, con la qualità di membro associato dal 1° gennaio 1964. Ancora oggi, però, questa marcia verso l'Europa viene ostacolata da numerosi problemi, esemplificati dalla divisione di Cipro. Ciononostante, l'entrata nella Turchia nell'Unione Europea sembra creare meno problemi del suo restarne fuori.

 

Abstract.The Author emphasizes how Turkey, starting from the XIX century, has always looked at western Europe as a model for modernising its own social, political, military and juridical structure. This is the reason why he believes that the inclusion of Turkey in the European Union could be considered the natural continuation of this process.

From the era of Tanzimat (1839-1876) until the end of the Ottoman Empire, the Europe-inspired reforms hesitated between traditionalism and innovation. They took however a very radical character from 1923, with the ascent to the power of Mustafa Kemal Atatürk and with the foundation of the Turkish Republic. The promulgation in 1926 of a Civil Code moulded on the Swiss Code shows how radical was Kemalism in pursuing the Turkish «europeanisation», as well as how difficult was the transformation of this political and juridical aspiration into a diffused social practice among the Turkish population. A particularly clear example of this contradiction can be seen in the conflict between the new secular marriage and the traditional Islamic marriage.

In the year 1944 Turkey entered Second World War as an allied  of the western democracies. This connection was then reinforced through its membership in the Nato, through its request - as soon as in the year 1959 - to enter the European Common Market and finally, from January 1st, 1964, through its recognition as an associated member of it. But this march toward Europe still finds numerous obstacles, as shown in this essay through the example of the division of Cyprus. This notwithstanding the entry of Turkey in the European Union seems to create less problems than its exclusion.

 

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