Memorie della Classe di Scienze morali. vol. 38, fasc. 1 (2014)

Elisa Giunchi, La dispersione dell'autorità religiosa nell'Islam contemporaneo: dai tribunali al web

ISBN 978-88-908669-4-4
45 pp., € 11,00 
febbraio 2015
 

INDICE

1. Premessa, pp. 4-8
2. Nascita delle figure religiose, pp. 8-13
3. La pluralità del fiqh, pp. 14-15
4. Codificazione e prassi giudiziaria, pp. 15-20
5. L’emarginazione degli ‘ulama’, pp. 20-24                        
6. Autorità religiosa e new media, pp. 24-31
7. Nuove forme di religiosità e autoritarismo, pp. 32-35
8. Frammentazione e commistioni, pp. 35-36
9. Autorità femminile e sacro, pp. 36-39
10. Conclusioni, pp. 39-42
 
Glossario, pp.43-44
 
Abstract
La costruzione di Stati moderni e l’influenza europea provocarono nei paesi musulmani, a partire dall’Ottocento, la progressiva emarginazione degli esperti religiosi (ulama), che avevano tradizionalmente trasmesso e custodito la dottrina: essi persero così il monopolio del sapere sacro e vennero affiancati da nuove élites laiche, emerse da scuole di matrice occidentale, che si arrogarono l’interpretazione della dottrina islamica in qualità di legislatori e giudici, facilitate dall’assenza nell’Islam di un’autorità centrale. L’avvento dei new media avrebbe accentuato questa appropriazione del sacro da parte dei laici, già evidente a partire dagli anni ’70 e ’90 del Novecento nell’«attivismo giudiziario» di molti paesi musulmani. Benché oggi anche le autorità tradizionali si avvalgano dei nuovi mezzi di comunicazione, dal web emergono voci nuove e variegate, dissonanti rispetto sia alla dottrina islamica classica sia all’Islam ufficiale. Il web è sempre più usato, spesso da autodidatti con scarsa preparazione religiosa, anche con la funzione di guida morale per le comunità emigrate in Occidente, prive di reti di sostegno e controllo tradizionali. I new media contribuiscono non solo a diffondere interpretazioni diverse dell’Islam, ma a formare entità culturali ibride che, pur diffondendo un senso di comune appartenenza islamica, amplificano l’eterogeneità che ha sempre caratterizzato la dottrina islamica. Queste reti hanno acquisito particolare rilevanza per l’Occidente con le «Primavere Arabe» e, in seguito, quando si è constatato che sono usate per reclutare combattenti nelle guerre in corso in Siria e Iraq.
 
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