Guerra santa

Pregare per combattere. Ortodossia e guerra nella cristianità bizantina

Il 4 aprile 2018, alle ore 17.30, il Prof. Mario Gallina (Università di Torino) terrà l'ultima conferenza de I Mercoledì dell'Accademia 2018

Abstract

I bizantini non conobbero una sistematica riflessione dottrinale sull’idea della guerra sebbene, fin dal regno di Costantino, Eusebio vescovo di Cesarea, nell’esaltare i successi bellici del primo imperatore cristiano, avesse fuso la concezione romana della guerra «pia» e «giusta» con i modelli biblici della guerra condotta sotto l’insegna del Dio. Nondimeno, la prima metà del secolo VII segnò un momento significativo nei tentativi periodicamente compiuti dal potere autocratico bizantino per inserire la violenza bellica nell’etica della Chiesa ortodossa così da superare definitivamente il tabù relativo allo spargimento del sangue versato in battaglia. L’ambivalenza della posizione ortodossa sul tema della guerra si accrebbe ulteriormente in seguito al confronto con il mondo islamico, allorché l’idea del martirio in guerra sembrò - sia pure senza ottenere il consenso delle gerarchie ortodosse - affermarsi nei vertici dell’aristocrazia imperiale e in anticipo rispetto al mondo latino. In un’unica occasione la Chiesa bizantina pensò di legittimare ufficialmente la «guerra santa», ma fu per servirsene non contro i musulmani bensì contro i latini che nel 1204 avevano devastato Costantinopoli. In ogni caso quel tentativo restò circoscritto all’obiettivo del momento, e i bizantini - malgrado quanto affermato di recente da alcuni autorevoli studiosi - non pervennero a teorizzare una forma di «guerra santa» assimilabile a quell’idea di crociata in cui, all’interno di una Chiesa trionfante, a lungo si espresse il bisogno sacrale dell’Occidente cristiano.

 

Sala dei Mappamondi, ingresso da Via Accademia delle Scienze 6 

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