Preview image for media #1469

L'ospite inatteso

Massimo Livi Bacci (Università di Firenze)

27 gennaio 2021, ore 17.30

Première YouTube sul canale dell'Accademia delle Scienze
quarta conferenza de I Mercoledì dell'Accademia 2020-21 

Abstract

 Che il Covid-19 abbia colpito impreparati i paesi, anche quelli più moderni, può spiegarsi storicamente. Verso la metà del secolo scorso, si pensava di essere sulla strada giusta per alleviare, o addirittura eliminare, il fardello delle patologie infettive e trasmissibili.
Antibiotici, vaccini, controllo dei vettori, igiene pubblica avevano fatto rapidamente progredire la sopravvivenza. Malattie secolari erano state sradicate. La potenza di fuoco della scienza si diresse, allora, verso le patologie non trasmissibili, quelle dei sistemi
cardiocircolatorio o neurologico, il cancro. L’emergere di nuove patologie infettive o il riemergere di quelle antiche, credute debellate, apparivano fenomeni circoscritti e comunque controllabili.
Fino all’emergere dell’Aids, negli anni ’80, che fu un tragico richiamo al fatto che il mondo biologico è sempre in movimento e che i rapporti tra microbi, vettori, animali, ambiente e umani è in continua, imprevisibile evoluzione. Ebola, SARS, MERS, Dengue, Lassa, Lyme e molte altre patologie, hanno avuto effetti prevalentemente locali e numericamente modesti. Non così l’Aids (forse 30 milioni di decessi nel mondo) che però ha avuto caratteristiche assai diverse dalle epidemie tradizionali, assai più legata ai comportamenti individuali, e
concettualmente più vicina all’abuso di oppioidi, al tabagismo o all’alcolismo, che non agli impalpabili contagi delle epidemie classiche. In Italia, ma anche in molti altri paesi, i progenitori più recenti del Covid-19, le pandemie influenzali Asiatica del 1957-58, e Hong Kong del 1968-69, hanno causato solo modeste increspature sulla curva dei decessi, simili a quelle verificatesi in anni di eccessi climatici, di gran freddo o di grandi calure. Tutto questo spiega perché il mondo si sia trovato impreparato ad affrontare la nuova epidemia; la
guardia era stata abbassata, la sorveglianza attenuata, le protezioni più semplici (come le mascherine) introvabili, le risorse della sanità più preparate alla guerra di lungo corso contro le patologie tumorali e cardiocircolatorie, che non ai blitz epidemici.
 

 

Per collegarti alla Première YouTube clicca qui

Vai al calendario completo del ciclo