Torino

Quando a Torino non vi era ancora il Po

Il 4 marzo, alle ore 17.00, la Prof. Maria Gabriella Forno (Università di Torino) terrà la sesta conferenza de I Mercoledì dell'Accademia 2020.

 

ABSTRACT

Nonostante Torino sia attraversata da un importante corso d’acqua, rappresentato dal Fiume Po, la maggior parte della città è costruita sui sedimenti legati ai corsi d’acqua affluenti, deposti essenzialmente dai fiumi Dora Riparia e Stura di Lanzo. Solo un piccolo settore della città è costruito su una stretta fascia modellata dal Fiume Po, situata ai piedi della Collina di Torino, che si approfondisce all’interno dei sedimenti alluvionali dei corsi d’acqua tributari.

L'ampia estensione dei conoidi laterali, rispetto alla distribuzione confinata della successione del Po, suggerisce che fino agli ultimi tempi (tardo Pleistocene superiore) gli affluenti alpini occupassero l'intera pianura compresa tra le Alpi e la Collina di Torino e che il Fiume Po scorresse verso est a sud della Collina di Torino. Solo in seguito (Olocene), l'attuale Fiume Po avrebbe assunto l'attuale percorso verso nord ai piedi della collina, probabilmente attraverso un fenomeno di tracimazione fluviale avvenuto dopo l'ultimo massimo glaciale.

I sedimenti tributari su cui sorge la maggior parte di Torino sono costituiti da alternanze di ghiaie e sabbie, con uno spessore di 20 ÷ 60 m, molto variabili come granulometria e come grado di cementazione, formando il settore distale dei conoidi fluvioglaciali dell’Anfiteatro Morenico di Rivoli-Avigliana. La più recente successione del Fiume Po, che costituisce i settori più orientali della città e mostra spessori fino a circa 20 m, è invece formata da sabbie e sabbie ghiaiose sciolte.

 

 

Sala dei Mappamondi, ingresso da Via Accademia delle Scienze 6

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