attività mineraria

L’antica metallurgia del rame in Valle D'Aosta. Casus studi: la datazione al radiocarbonio dei depositi di scorie di Fenis, St. Marcel e Champdepraz

Il 13 marzo, alle ore 17.30, la Prof.ssa Silvana Martin (Università di Padova) terrà la settima conferenza de I Mercoledì dell'Accademia 2019

Abstract

La Valle d’Aosta è stata un’importante distretto minerario e metallurgico fino alla seconda metà del XX secolo. L’attività estrattiva ha riguardato soprattutto il ferro ed il rame ricavati, rispettivamente, dalla magnetite concentrata nelle serpentiniti e dalla calcopirite contenuta in cloritoscisti, anfiboliti e glaucofaniti, litologie comuni nelle ofioliti della Valle d’Aosta.
I depositi metallurgici di Misérègne (Fenis), Servette (Saint Marcel) e Perrod (Champdepraz) contengono esclusivamente scorie derivate dalla lavorazione di solfuri per l’estrazione del rame.
La datazione al radiocarbonio dei frammenti di carbone di legna inclusi nelle scorie dei depositi di Misérègne ha fornito età che vanno dal IV secolo a.C. al XIX secolo, il che indica un’attività metallurgica protratta nel tempo, seppur in maniera discontinua. La datazione di una scoria proveniente dal deposito di Servette, ha dato un’età compresa tra il IX e il X secolo d.C. L’età ottenuta invece dalle scorie di Perrod (Val Chalamy, Champdepraz) indicherebbero estrazione del rame nel periodo XV-XVII secolo d.C.
Tracce di coltivazioni minerarie protostoriche sono state trovate nel versante settentrionale della Valle d’Aosta a Torgnon, Saint-Barthélemy, Lignan, Monte Tantané (tra i comuni di La Magdeleine e Châtillon). Depositi di scorie di fusione, tracce di forni di argilla e resti murari della prima romanizzazione a Tour d’Herrera (valle del Lys), attestano infatti attività metallurgiche del I secolo a.C. Nel settore meridionale della Valle d’Aosta, tracce di lavorazioni protostoriche sono presenti sul dosso di Ussel. I castellieri neolitici situati su dossi e alture lungo l’asse vallivo e nelle valli trasversali sono interpretati infatti come siti di lavorazione dei metalli nella tarda età del bronzo (Saint-Pierre, Sarre, Aosta, Chatillon, Saint Vincent, Montjovet; Brusson e Graines). Questi siti testimoniano un’economia delle popolazioni locali (Salassi) basata anche sull’attività mineraria (Strabone, IV, 6,7).
Gli oggetti metallici più antichi rinvenuti in Valle d’Aosta sono ornamenti femminili. Essi sono stati trovati in tombe a inumazione di Saint-Martin-de-Corléans e in corredi funerari a Ussel, a Charvensod e a Brusson. La presenza di ornamenti in rame nei corredi funerari indicherebbe una continuità tra le culture del Bronzo finale e la prima età del ferro. Armille e anelli da caviglia in bronzo massiccio si diffusero largamente nella fase storica successiva (La Tène C) compresa tra la metà del III secolo e il terzo quarto del II secolo a.C. A questo periodo risalgono gli oggetti di rame scoperti in una tomba a inumazione nel 1867 ad Aosta a nord della città (corso Père Lorent). L’età degli oggetti di rame e bronzo descritti in tombe a inumazione del III-II secolo a.C. converge con l’età delle scorie più antiche di Fenis (Miserègne), attribuibili al tempo dei Salassi, mentre le età tardo-romane e medievali attestano un prosieguo dell’attività di coltivazione del rame basate ancora su processi di lavorazione antichi.

Lo studio delle scorie e delle miniere mostra una profonda conoscenza del territorio da parte dei Salassi e un’intensa attività estrattiva e di lavorazione del rame e del ferro con utilizzo locale del metallo.

 

Autori: Silvana Martin e Luca Toffolo

 

Sala dei Mappamondi, ingresso da Via Accademia delle Scienze 6

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