Fontana d'Ercole

Ercole a Venaria Reale: ultima fatica. Restauro e valorizzazione del Complesso Monumentale della Fontana d’Ercole nei Giardini della Reggia di Venaria

Lunedì 4 marzo 2019, ore 16.00

Terzo incontro del II ciclo "I Beni culturali  tra valorizzazione, restauro e conservazione"

 

PROGRAMMA

Saluti

Massimo Mori, Presidente Accademia delle Scienze di Torino

Adriana Acutis, Presidente Consulta Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino

 

Presiede e introduce

Gian Franco Gianotti, Accademia delle Scienze


Interventi

Gianfranco Gritella, Architetto progettista e direttore dei lavori
Acque, sculture e artifici: per una storia documentaria della Fontana d'Ercole attraverso il cantiere della conoscenza

Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino 
La Fontana ritrovata, tra archeologia, ricerca e restauro

Gianfranco Gritella, architetto progettista e direttore dei lavori 
Aspetti e problematiche di un restauro architettonico: oltre il confine dell'anastilosi

in collaborazione con

 

Sala dei Mappamondi, Ingresso da Via Accademia delle Scienze 6

 

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Abstract

Nell'ottobre 2017, dopo mesi di studio e di indagini accurate, ha preso il via il cantiere di restauro e valorizzazione funzionale della Fontana dell’Ercole destinato a concludersi entro il 2020 grazie all’impegno della Consulta per i Beni Culturali di Torino e al sostegno della Compagnia di San Paolo, di Intesa Sanpaolo, della Reggia di Venaria e dell'Associazione Amici della Reggia di Venaria Reale.
L’opera è all’altezza delle sfide più ardite affrontate nella Reggia nella sua storia recente: i resti della spettacolare architettura creata da Amedeo di Castellamonte tra il 1669 e il 1672 sono un tema di restauro e conservazione molto impegnativo, poiché restano solo labili tracce di quella grandiosa “macchina scenografica” costituita in origine da scalinate e padiglioni, ninfei e grotte preziosamente decorati, vasche animate da giochi d’acqua, e da un’infinita teoria di statue e ornamenti scultorei su cui dominava l’Ercole Colosso, protagonista assoluto al centro del bacino della fontana. 
Orientano tutto il progetto alcune precise linee metodologiche: il principio generale è quello della “progettazione della conservazione”, ovvero di un restauro che rispetti le caratteristiche intrinseche delle architetture superstiti. Il restauro diviene così una particolare forma di progetto tecnologico, che utilizza procedimenti, materiali e componenti compatibili con le finalità della conservazione e, dove possibile, tecniche e materiali tradizionali.