Maciste alpino

Il restauro di "Maciste alpino": fonti d’epoca e tecnologie moderne

Lunedì 14 gennaio 2019, ore 16.00

Primo incontro del II ciclo "I Beni culturali tra valorizzazione, restauro e conservazione"

 

PROGRAMMA

 

Saluti e introduzione al ciclo di incontri

Presiede Massimo Mori, Presidente dell'Accademia delle Scienze

Intervengono:

Sergio Toffetti, Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino
Il film come bene culturale

Claudia Gianetto, Responsabile della Cineteca Museo Nazionale del Cinema di Torino
Lo studio degli elementi film e l’analisi delle fonti d’archivio nel progetto di restauro di Maciste alpino

Davide Pozzi, Direttore del Laboratorio "L’Immagine Ritrovata" di Bologna
Il restauro dei film: tecniche e metodologie

Discussione

 

Sala dei Mappamondi, Ingresso da Via Accademia delle Scienze 6

In collaborazione con

 

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Abstract

A partire dall’inizio degli anni Novanta, decine di titoli sono stati preservati e restaurati dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, spesso in collaborazione con altre cineteche italiane e straniere. 
Tra gli interventi più significativi dedicati al cinema muto vi è il restauro del film Maciste alpino (regia di Luigi Maggi e Luigi Romano Borgnetto; produzione: Itala Film, 1916, 95’). Noto titolo della serie Maciste interpretata da Bartolomeo Pagano (lo schiavo di Cabiria), è tra i migliori film di propaganda bellica prodotti in Italia nel corso della Prima guerra mondiale.
Il progetto di ricostruzione di Maciste Alpino - portato a termine nel 2014 a cura del Museo Nazionale del Cinema di Torino e della Biennale di Venezia con il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna - si è basato su differenti copie in pellicola e sulla documentazione d’epoca extrafilmica conservata negli archivi del Museo del Cinema.

Il restauro, realizzato digitalmente ad alta risoluzione, ha permesso il reintegro di scene importanti (alcune “tagliate” dalla censura negli anni Dieci), la ricostruzione delle didascalie originali e, non ultimo, il recupero della resa spettacolare, ancora oggi straordinaria, delle immagini e dei colori.