Mostra Barocco 1937

Torino 1937, Mostra del Barocco Piemontese. Una storia che riemerge

Lunedì 16 dicembre 2019, ore 16.00

Secondo incontro del III ciclo "I Beni culturali tra valorizzazione, restauro e conservazione"

 

PROGRAMMA

 

Saluti
Massimo Mori, Presidente dell'Accademia delle Scienze
Piero Gastaldo, Presidente della Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura

 

Presiede e introduce
Michela di Macco, Accademia delle Scienze

Intervengono

Sara Abram, Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale
Federica Panero, Storica dell’arte
Francesca Bocasso, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura 
Ambra d’Aleo, Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale

 

Sala dei Mappamondi, Ingresso da Via Accademia delle Scienze 6

Ingresso libero sino a esaurimento posti

 

 

vai al calendario del ciclo

 

Abstract

La prima grande mostra sul Barocco Piemontese si tiene a Torino nel 1937. La organizza in palazzo Carignano l’allora direttore dei Musei Civici di Torino, Vittorio Viale che, in 41 sale dense di pittura, scultura, arredi, ceramiche, tessuti, oreficerie, senza tralasciare architettura, scenografia e rievocazioni d’ambiente, mette a fuoco le conoscenze relative alla produzione artistica piemontese tra XVII  e XVIII secolo.  In assenza del catalogo - previsto ma mai edito - la fisionomia della mostra si è però dissolta e parzialmente rifusa nella celebre Mostra del Barocco del 1963, a cura dello stesso Viale. 

Chiavi di accesso per la sua ridefinizione critica sono state la documentazione archivistica e la campagna fotografica, costituita da 1340 negativi su lastra e conservata presso la Fondazione Torino Musei.

L’Accademia delle Scienze, che è impegnata ad organizzare una serie di incontri di riflessione sul tema della valorizzazione, del restauro e della conservazione dei Beni culturali, con l’intento di far emergere che nel settore dei Beni Culturali il raggiungimento di risultati eccellenti è conseguenza del dialogo fra diverse discipline, ha individuato come tema del secondo incontro del terzo ciclo il restauro, la conservazione e la digitalizzazione dei suddetti negativi su lastra.

Lo studio del fondo fotografico, le relative operazioni di restauro, conservazione e digitalizzazione, e la ricostruzione web del percorso espositivo sono importanti poiché hanno permesso di recuperare l’identità di un evento che rappresenta l’antecedente misconosciuto delle mostre sul Sei e Settecento piemontese dal secondo dopoguerra in poi.