auto d'epoca

L’automobile, un’opera d’arte in movimento

Lunedì 25 novembre 2019, ore 16.00

Primo incontro del III ciclo "I Beni culturali tra valorizzazione, restauro e conservazione"

 

Saluti

Massimo Mori, Presidente dell’Accademia delle Scienze
Benedetto Camerana, Presidente del Museo Nazionale dell’Automobile

Presiede
Marco Filippi, Acccademia delle Scienze

Intervengono:
Giancarlo Genta, Accademia delle Scienze
Lorenzo Morello, Automotoclub Storico Italiano
Davide Lorenzone, Conservatore del Museo Nazionale dell’Automobile
Chiara Armigliato, Restauratrice del Museo Nazionale dell’Automobile

 

Sala dei Mappamondi, Ingresso da Via Accademia delle Scienze 6

Ingresso libero sino a esaurimento posti

 

in collaborazione con 

 

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Abstract

È indubbio che a partire dai primi anni del secolo scorso l’automobile abbia acquisito un indiscutibile valore culturale, modificato profondamente il paesaggio urbano ed extra-urbano, con parcheggi, semafori, stazioni di servizio e nastri di asfalto, ed è entrata da protagonista nella storia sociale, tecnica ed economica dei paesi industrializzati, con importanti implicazioni nel mondo della produzione, nell’innovazione e nel design.

Il mercato dell’automobilismo storico ha visto una grande crescita negli ultimi dieci, quindici anni e, di conseguenza, si è incrementata la volontà di recuperare e restaurare queste vetture. Oggi le automobili che circolavano nella prima metà del ‘900 vengono conservate in musei e collezionate dagli appassionati.  Grazie al loro interesse storico, alle loro caratteristiche tecniche e alla loro rarità le automobili del passato possono essere considerate a tutti gli effetti “beni culturali” e “opere d’arte”.

Le auto d’epoca sono manufatti molto complessi, costituiti da materiali diversi che interagiscono tra loro. Queste caratteristiche portano ad affrontare problematiche legate alle procedure di intervento di restauro e alla necessità di coinvolgere un insieme di competenze, dal restauratore, al meccanico, al carrozziere, all’elettrauto, al gommista, che dialoghino e collaborino in modo efficace. Tali peculiarità aprono questioni ampie sotto il profilo metodologico, per quanto riguarda i concetti di originalità, restauro e rifunzionalizzazione. 

Il Centro di Restauro del Museo Nazionale dell’Automobile trasferisce le metodiche utilizzate nella conservazione di opere d’arte negli interventi che si effettuano sulle auto d’epoca, tenendo conto del tipo di restauro che si vuole effettuare (estetico e/o funzionale). In entrambi i casi ci si attiene ai criteri di restauro conservativo per preservare l’autenticità del veicolo, al fine di ristabilire le idonee condizioni conservative della vettura e di facilitare la lettura estetica dei materiali più compromessi: pneumatici, vernici e metalli. Il restauro funzionale  consente poi di rimettere la vettura su strada, coinvolgendo quindi anche gli aspetti della sicurezza stessa della macchina (e quindi del suo pilota).

La compresenza delle esigenze sia estetiche che funzionali comporta metodologie di restauro del tutto specifiche implicano una difficile scelta sulle operazioni da effettuare.