Stanze di Raffaello

Il restauro delle Stanze di Raffaello in Vaticano

Lunedì 5 febbraio 2018, ore 16.00

Terzo incontro del ciclo "I Beni culturali  tra valorizzazione, restauro e conservazione"

 

PROGRAMMA 

 

Saluti e introduzione al ciclo di incontri


Presiede
Michela di Macco, Accademia delle Scienze


Intervengono

Arnold Nesserlath, Università Humboldt di Berlino e Musei Vaticani

Paolo Violini, Maestro restauratore del Laboratorio di Restauro Pitture dei Musei Vaticani

Ulderico SantamariaDirettore dei laboratori Scientifici dei Musei Vaticani

 

Dibattito

 

Sala dei Mappamondi, via Accademia delle Scienze 6

 

vai al calendario completo del ciclo 

 

Abstract

Le Stanze Vaticane dette di Raffaello rappresentano il mirabile percorso artistico del sommo urbinate e la sua capacità di maturare velocemente un’identità stilistica talmente singolare da essere considerata, nei secoli, testo ineludibile e modello di riferimento per gli artisti di tutte le generazioni e provenienze geografiche.

Nelle sale volute a partire dal 1508 da Giulio II, poi utilizzate da Leone X e dai pontefici successivi, il recente restauro ha reso pienamente riconoscibile i tratti stilistici e i procedimenti tecnici di Raffaello, il comportamento tenuto dall’artista verso i maestri in precedenza chiamati dal papa, l’organizzazione del cantiere e il rapporto con gli allievi. Il restauro ha avuto anche il grande merito di restituire valore agli ambienti e agli apporti decorativi successivi, dati da interventi di completamento e di restauro come quello operato da Carlo Maratti, stimato come il novello Raffaello nella Roma del secondo Seicento.

A partire dalla Stanza della Segnatura, dove si palesa il repentino mutare dello stile e della tecnica esecutiva fino alla Stanza di Eliodoro dove la magistrale impostazione disegnativa e compositiva si fonde con una sorprendente evidenza del valore dato al colore, il restauro ha fatto emergere straordinarie novità.

Si renderà di conseguenza evidente quanto nel restauro sia indispensabile il dialogo tra competenze diverse. Un dialogo che in questo intervento ha dato esito al migliore dei risultati possibili, rendendo pienamente al restauro la sua funzione di atto conoscitivo per la conservazione, valorizzazione e trasmissione al futuro di un complesso artistico di valore universale.