Diritti umani Pitea

Diritti umani e ambiente: quali spazi per una prospettiva eco-centrica?

Cesare Pitea (Università di Milano)

6 maggio 2021, ore 17.30

Première YouTube sul canale dell'Accademia delle Scienze,
ultima conferenza del ciclo Europa e Diritti umani

 

Cesare Pitea ha lavorato come giurista presso la Corte europea dei diritti umani dal 2009 al 2011. Dal 2011 è iscritto all’elenco speciale docenti universitari a tempo pieno dell’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Milano. Iscritto alla Società italiana di diritto internazionale (SIDI) dal 2001 e all’Associazione per gli Studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) dal 2017, su incarico del Consiglio direttivo svolge per quest’ultima il ruolo di coordinatore del contenzioso strategico europeo. Ha svolto e svolge attività di docenza presso numerosi corsi post-laurea, nonché in corsi per la formazione avanzata e l’aggiornamento professionale degli avvocati. 

Leggi il CV completo (aggiornato al 2021)

 

Abstract. La tutela dei diritti umani fornisce un quadro di regole, istituzioni e procedure adeguato per affrontare le sfide ambientali globali di fronte alle quali la società contemporanea si trova? Diritti umani e ambiente sono sovente considerati “alleati” in quando condividono un orizzonte etico e un percorso storico di affermazione in qualche misura comune. Tuttavia il concetto di diritti umani può apparire antitetico alla dimensione collettiva e comunitaria, nonché all’esigenza di azione preventiva che soggiace alla prospettiva ambientalistica.

Nel diritto internazionale positivo, un autonomo “diritto umano ad un ambiente” ha stentato ad affermarsi. Esso non figura nella Dichiarazione Universale dei diritti umani del 1948, né nei trattati conclusi a livello globale o regionale da essa direttamente ispirati e nemmeno nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Le esigenze di tutela dell’ambiente hanno trovato accoglimento attraverso un’interpretazione evolutiva di altri diritti sia di “prima generazione” (diritti civili e politici), sia di “seconda generazione” (diritti economico sociali). Quanto ai primi si può ricordare la giurisprudenza con la quale la Corte europea dei diritti umani ha progressivamente ritenuto l’idea che fenomeni di degradazione dell’ambiente possono incidere sulla sfera individuale, andando a ledere diritti quali il diritto al rispetto della vita privata, alla proprietà e, in casi limite, alla vita.

I diritti umani di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici sono di particolare importanza nel dibattito contemporaneo: il contenzioso che usa l’armamentario dei diritti umani per contrastare l’inerzia della comunità internazionale e di singoli Stati nell’adottare misure incisive per il suo contrasto costituisce una sorta di stress test della sua adeguatezza in campo ambientale.