Vergine delle rocce

Leonardo e il cromatismo: uno sperimentatore per il futuro

Venerdì 17 maggio, alle ore 17.00, Adriano Zecchina (Accademia delle Scienze) tiene la terza conferenza del ciclo "Leonardo da Vinci. L'uomo universale"  

 

Abstract

Lo storico dell’arte Ernst Gombrich affermava che “l’arte è del tutto diversa dalla scienza" aggiungendo che "È difficile dire che l'arte progredisce nel modo in cui progredisce la scienza: ogni scoperta in una direzione crea una nuova difficoltà altrove". “È evidente che Gombrich non si è mai dilettato di scienza” (Philip Ball). Se c'è un artista che dimostra, con la sua multiforme opera in settori che vanno dalla pittura, alla medicina, all’ingegneria e alla scienza, che arte e scienza non sono così distanti, è Leonardo. Nel XV secolo aritmetica, geometria, astronomia, musica, grammatica, dialettica e retorica erano le sole discipline degne di uno studio intellettuale alle università.  La pittura, invece, era considerata un mestiere.

Leonardo ha contribuito a separare la figura dell’artista da quella dell’artigiano, apparentando la pittura con la matematica e il pensiero astratto. In questo ambito va considerata tutta la produzione pittorica di Leonardo, il suo uso dei colori e le sue sperimentazioni.

 

Sala dei Mappamondi, con ingresso da Via Accademia delle Scienze 6

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