Inquinamento e polveri

Fibre, micropolveri e nanopolveri: realtà e percezione del rischio

Il 29 marzo 2017, alle ore 17.30, la Prof.ssa Bice Fubini (Università degli Studi di Torino)  terrà la nona conferenza de I Mercoledì dell'Accademia 2017 

 

Abstract

Il divario tra realtà e percezione del rischio riguarda un poco tutti noi. Ad esempio, intraprendendo un viaggio in autostrada o accendendo una sigaretta, si corre un rischio assai maggiore di quello associato ad altre circostanze, che invece ci preoccupano di più. Questo atteggiamento, peraltro comprensibile, in questo periodo storico sta assumendo dimensioni inquietanti: paure infondate e fondamentalismi antiscientifici prosperano e si alimentano nel web, con gravi danni sociali e sanitari. Tipici casi sono il rifiuto delle vaccinazioni, la scelta di cure “alternative” miracolistiche, la demonizzazione dei cibi OGM, ecc…

Anche il pericolo associato a polveri e fibre negli ambienti di vita e di lavoro talvolta viene sovrastimato, con un atteggiamento che è in parte giustificato dagli occultamenti dolosi dell’informazione avvenuti in passato circa l’esposizione a materiali pericolosi. È il caso degli asbesti - noti comunemente come amianti – che hanno causato un numero enorme di vittime: emblematica la situazione di Casale Monferrato, nota in tutto il mondo per le morti per amianto, non solo tra gli ex lavoratori, ma anche tra i semplici cittadini.  

Il paragone di passato e presente mostra che, nel primo, ci sono state gravi sottovalutazioni del rischio, anche quando già era noto il pericolo dell’esposizione a specifici tipi di particolato (fibre di asbesti, polveri di silice cristallina, altri minerali fibrosi) e che, nel secondo, si hanno sia situazioni possibilmente rischiose che allarmi eccessivi. Significativa la demonizzazione delle nano-particelle (o polveri sottili), vale a dire particelle grandi un milionesimo di millimetro, presenti nell’atmosfera inquinata o prodotte industrialmente per una larga varietà di scopi, prima ancora che se ne individui una patogenicità associata ad esse.

Si percorreranno a grandi linee le conoscenze sulla reale pericolosità dei vari tipi di particolato, sia industriale che ambientale, e le circostanze in cui il pericolo si materializza in un rischio vero e misurabile. Al contempo, per fornire un esempio su come avere accesso a informazioni il più corrette possibile, verrà illustrato il funzionamento dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) nell’ individuare le sostanze cancerogene e quello dei vari enti che devono tradurre le informazioni di pericolosità in valutazione del rischio e messa in opera di buone pratiche.

Sala dei Mappamondi, ingresso da Via Accademia delle Scienze 6 

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