Epigenetica

Genetica ed epigenetica della longevità

Lunedì 26 ottobre 2020, alle 16.00, si tiene la sesta conferenza del ciclo "Scienze&Salute. Longevità e senescenza: come invecchiare in salute"

 

Alberto Piazza 
(Accademia delle Scienze, Accademia di Medicina e Università di Torino)

Genetica ed epigenetica della longevità

 

Introduce Alessandro Bargoni
(Accademia di Medicina e Università di Torino)

 

A seguito delle ultime limitazioni del DPCM del 18 ottobre, oltre che per un forte senso di responsabilità civica, il pubblico potrà assistere alla conferenza solo da remoto.
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Abstract
Perchè invecchiamo? Vi sono almeno 30 teorie diverse sull’invecchiamento che si distinguono in teorie fondate su meccanismi genetici e teorie fondate su meccanismi casuali. La conferenza tratterà alcuni aspetti delle teorie che sottolineano la rilevanza e la pertinenza di alcuni meccanismi genetici nell’ipotesi che l’invecchiamento rappresenti la fase finale di un programma di sviluppo e che favorisca la specie perché sostituisce individui di età avanzata con nuove generazioni che hanno una speranza di vita maggiore e perciò più flessibili nell’adattarsi all’ambiente in cui vivono. Una longevità eccezionale può essere il risultato di migliaia di varianti genetiche, ciascuna delle quali è distribuita su cromosomi diversi ed ha un piccolo effetto, ma anche di fattori che non dipendono direttamente dalla sequenza di DNA. Oggi le osservazioni a livello cellulare favoriscono l’ipotesi che esista un secondo sistema di informazioni, consistente in una rete di segnali che hanno a che fare con il controllo dell’espressione dei geni, chiamata regolazione epigenetica. In modo più specifico si suppone che esista una rete di proteine in grado di segnalare le informazioni del mondo esterno al DNA e di conseguenza far sì che la cellula possa misurare i cambiamenti che avvengono nell’ambiente in luoghi e tempi diversi. Le risposte a questi segnali costituiscono reti complesse di connessioni con una loro vita autonoma seguendo regole non specificate dal DNA, la cui comprensione, ancora in fase iniziale, fornirebbe una chiave per comprendere il meccanismo della longevità. 
Con grossolana approssimazione ed estrema sintesi, si può concludere che la lunghezza della vita umana sia in parte ereditabile: i fattori genetici avrebbero un peso di circa il 25%, mentre quelli epigenetici si manifesterebbero con un peso probabilmente molto maggiore.
 
 

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