Teca Description de l'Egypte

Un'impresa colossale: la Description de l'Egypte

L’inizio dell’esplorazione moderna della valle del Nilo viene fatto risalire alla spedizione scientifica che Napoleone Bonaparte volle associare alla campagna d’Egitto da lui condotta tra il 1798 e il 1801, grazie alla quale la Francia mirava a guadagnarsi il controllo di quel paese strategicamente importante per i commerci con l’Oriente. 

Insieme al nutrito esercito di soldati armati per combattere, sbarcarono quindi ad Alessandria d’Egitto anche 167 scienziati (architetti, ingegneri, disegnatori, botanici, zoologi, minerologi, cartografi) che avrebbero dovuto documentare i monumenti antichi e contemporanei dell’Egitto, studiarne la geografia, la flora, la fauna, la mineralogia, oltre a descrivere la vita dei suoi abitanti.

Nel febbraio del 1802 un decreto consolare ordinò la pubblicazione degli studi, a spese del governo e a beneficio degli autori. Il lavoro di edizione fu colossale e durò quasi 20 anni. Per questa ambiziosa impresa furono fabbricati 2 milioni di fogli di carta di cotone di grande qualità e dalle dimensioni eccezionali (fino a 135,4 x 70,4 cm), furono impegnati 200 incisori e la stampa fu divisa tra cinque diversi stampatori. Una sessantina di tavole furono colorate a stampa e poi ritoccate con l’acquarello.

La prima edizione della Description de l’Égypte, detta imperiale, era formata da nove volumi di testo, dodici volumi di tavole di grande formato e un atlante geografico. L’opera fu divisa in tre parti: Antiquités, dedicata a reperti e monumenti di epoca faraonica eretti lungo il Nilo, État Moderne, sull’architettura araba, gli usi e i costumi degli abitanti dell’Egitto contemporaneo e Histoire Naturelle sulla zoologia, botanica e mineralogia.

L’esplorazione dell’Egitto a opera dei savants e la Description de l’Égypte, di cui lo stesso Drovetti possedeva un esemplare, poi donato all’Accademia delle Scienze, influirono certamente sulla sua decisione di dedicarsi alla ricerca di antichità lungo la valle del Nilo, sulla scia di quel fascino per l’Oriente e l’Antico che appassionava l’Europa.