Einstein a Bologna 2

"Spaghetti and Levi-Civita", Albert Einstein e l'Italia

Un giorno fu chiesto ad Albert Einstein, ormai un mito della scienza, cosa amasse dell’Italia ed egli con la sua proverbiale semplicità rispose «Spaghetti and Levi-Civita».

Tullio Levi-Civita (1873-1941) fu un matematico di grande prestigio internazionale che diede un importante contributo alla teoria della relatività generale. In un intenso scambio epistolare, avvenuto nella primavera del 1915, Levi-Civita condivise con Einstein il calcolo differenziale assoluto, che aveva sviluppato all’inizio del Novecento con il suo maestro Gregorio Ricci Curbastro (1853-1925). Esso diventerà la struttura matematica dell’intera teoria.

Le capacità matematiche dell’italiano erano assai invidiate da Einstein che in una lettera del 1917 gli scrisse: «Ammiro il Suo metodo di calcolo. Deve essere bello cavalcare sul cavallo della vera matematica attraverso questi campi, mentre uno come me deve accontentarsi di procedere a piedi».

Il rapporto scientifico tra Einstein e Levi-Civita era destinato a durare nel tempo: nel 1936 si frequenteranno un’ultima volta a Princeton. Testimone di un loro incontro fu il fisico Leopold Infeld (1898-1968) che in quegli anni collaborava con Einstein e che nella sua autobiografia darà un divertente resoconto che tratteggia le personalità di questi due grandi scienziati.

Levi-Civita si occupò a lungo di relatività e fu uno dei propugnatori della teoria relativistica in Italia nonché l’autore della Prefazione alla prima opera di Einstein tradotta in italiano, Sulla teoria speciale e generale della relatività: volgarizzazione.

Il volume fu pubblicato nel 1921 da Zanichelli in occasione delle tre conferenze divulgative che Einstein tenne a Bologna. In quell’occasione i quotidiani italiani diedero ampio spazio all’avvenimento pubblicando articoli pro e contro la nuova teoria. 

Per Einstein si trattava del ritorno in un paese ben conosciuto dove aveva vissuto per circa sei mesi durante l’adolescenza. Nella primavera del 1895 infatti aveva abbandonato Monaco e gli studi liceali per raggiungere i genitori, che si erano trasferiti a Milano per aprire un’azienda di apparecchiature elettriche.

In Italia impiegò il suo tempo soprattutto divertendosi e girando per le città d’arte e per le Alpi. 

La ricezione della teoria della relatività in Italia fu un processo lungo e le opere di Einstein furono tradotte a partire dalla fine degli anni Quaranta, quando la casa editrice Einaudi stipulò i primi contratti per la pubblicazione de L’evoluzione della fisica e Il significato della relatività. Nel 1957, quando Paolo Boringhieri (1921-2006) rilevò le edizioni scientifiche di Einaudi e fondò la sua casa editrice, le opere di Einstein passarono a questo nuovo editore.

  • Einstein e Levi-Civita

    Descrizione di un incontro indimenticabile