colonna infame

La "storia della colonna infame"

Il Socio Arnaldo Di Benedetto, Professore emerito di Letteratura italiana nell'Università di Torino, ci parla del saggio di Alessandro Manzoni e delle affinità tra quanto racconta e le precauzioni oggi adottate per contenere l'infezione da Covid-19.

Nel 1630, quando la peste ancora imperversava, fu eretta a Milano, in via della Vetra de’ Cittadini (oggi via Gian Giacomo Mora), per volontà del Senato, la Colonna Infame. Una lapide posta accanto spiegava il significato di quel monumento alzato a perpetua memoria dei posteri perché fossero informati sui crimini compiuti, coi loro complici, dai «traditori della patria» Mora e Piazza orrendamente giustiziati il 1° agosto dello stesso 1630. Nella seconda metà del XVIII secolo si giunse alla convinzione dell’innocenza dei personaggi allora condannati come colpevoli di unzioni pestifere. La colonna fu abbattuta nel 1778. Secondo angolature diverse, la vicenda fu ricostruita e narrata da Pietro Verri e da Alessandro Manzoni.