Gili Agostinelli 2014

Il premio, bandito quest'anno per le Scienze Biologiche o Mediche, è stato assegnato al Prof. Luigi Naldini

La Commissione ha assegnato il premio con la seguente motivazione:

"All'inizio della sua carriera di ricercatore Luigi Naldini ha contribuito ad identificare l’Hepatocyte Growth Factor come il ligando del recettore Met e ne ha chiarito il meccanismo di regolazione e la funzione nel promuovere la motilità e l’invasione delle cellule tumorali. Durante il periodo di ricerca al Salk Institute di La Jolla ha ideato i primi vettori lentivirali ibridi derivati da HIV e ne ha dimostrato l’utilizzo per il trasferimento genico all’interno di cellule non proliferanti. La pubblicazione originale che riporta i risultati di questo lavoro è uno degli articoli più citati della rivista Science. Dopo un periodo di ricerca nell’Università di Torino, nel 2003 si è trasferito a Milano presso l’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica di cui è stato prima co-direttore e, dall’ottobre 2008, direttore. Il laboratorio da lui diretto è stato a lungo in prima linea nello sviluppo delle strategie di trasferimento genico ed ha utilizzato le nuove tecnologie per raggiungere acquisizioni originali in processi biologici di alta rilevanza per la medicina molecolare, quali l’attività delle cellule staminali e l’angiogenesi. 
Nel settore dei disordini neurodegenerativi il lavoro di Luigi Naldini ha dimostrato che il reclutamento di cellule ematopoietiche nella popolazione microgliale dopo trapianto di progenitori emopoietici può essere sfruttato per veicolare la terapia genica al sistema nervoso centrale e periferico ed ha ottenuto la prima cura efficace della leucodistrofia metacromatica nel modello murino. Un clinical trial basato sull'utilizzo di vettori lentivirali per la Leucodistrofia Metacromatica, che è invariabilmente letale e fino ad oggi priva di un trattamento efficace, è attualmente in corso presso l’Istituto Scientifico San Raffaele. Tutti i pazienti trattati mostrano livelli apprezzabilmente alti e stabili di espressione del gene terapeutico nella ricostituita ematopoiesi. Sulla base di questi risultati, l’Istituto Tiget ha stretto un’alleanza strategica con una primaria azienda farmaceutica per contribuire a rendere la terapia genica con cellule staminali ematopoietiche una realtà clinica”