Il Sistema Metrico Decimale

#l'accademianonsiferma

Nel 1846 il matematico e socio Carlo Ignazio Giulio pubblicò la seconda edizione delle Quattro lezioni sul sistema metrico decimale che aveva recentemente tenuto nella "Scuola di meccanica applicata alle arti le sere delli 20, 25, 27 e 30 giugno 1846" con l'intento di spiegare il nuovo sistema di misurazione che sarebbe diventato obbligatorio in tutto lo stato sabaudo a partire dal 1° gennaio 1850: i trabucchi e le miglia, le emine e le brente, i rubbi e le libbre sarebbero di lì a poco stati soppiantati definitivamente da metri e kilometri, ettolitri e litri, kilogrammi e grammi. 

Siamo talmente abituati a usare metro, litro e grammo che pensiamo che esistano da sempre, ma così non è. Si tratta di un'eredità della Rivoluzione francese (di cui si racconta in questo articolo), della volontà di semplificazione dei commerci e della volontà di avere un'universalità.

Il Giulio - di cui oggi si conservano libri e documenti presso la Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "Giuseppe Grosso" - dedica il libro agli alunni della Scuola di meccanica applicata alle arti “i quali con la loro assiduità e diligenza con la loro mirabile attenzione hanno assicurata la riuscita di una generosa instituzione”, sottolineando così il suo interesse per la didattica che lo portò ad essere uno dei fondatori dell'istituto tecnico nucleo fondante dell'odierno Politecnico di Torino. 

Riprendiamo qui alcune caratteristiche che l'autore pone in rilievo nella prima lezione:

Per essere perfetto un sistema di misure deve avere 5 condizioni (p. 19):

  1. Certezza e invariabilità delle misure [...];
  2. Comodità delle misure effettive dedotte dalle unità fondamentali [...];
  3. Semplicità di relazioni [...];
  4. Uniformità e semplicità nel modo di dividere e moltiplicare [...];
  5. Uniformità di misurare in tutte le parti dello Stato [...].

 

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