Vite di sessanta piemontesi illustri

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Chi erano all'inizio dell'Ottocento i piemontesi più illustri? Chi nel corso degli ultimi secoli poteva essere annoverato tra i celebri nati in terra sabauda?

È il Socio della Classe di Scienze morali Modesto Paroletti a cercare di rispondere a questa domanda compilando e pubblicando l'opera Vite e ritratti di sessanta piemontesi illustri nel 1824.

Segretario generale del Governo Provvisorio piemontese nel 1799, Deputato del Dipartimento del Po al Corpo Legislativo di Parigi, Paroletti fu definito un poligrafo poiché scrisse di storia ma anche di materie scientifiche.

Tra i 60 piemontesi ci sono ovviamente i duchi - a partire da Amedeo VI, il celebre conte Verde, - ma anche i tre fondatori dell'Accademia e il «nobile artista Carlo Vanloo».

Scorrendo l'indice, al termine del corposo volume in folio, si rimane sicuramente però colpiti da un nome tra tutti: Cristoforo Colombo, l'«uomo che coll'acutezza del suo ingegno avanzò di molto la nautica e la geografia». Paroletti, era un sostenitore della leggenda che vuole che il celebre navigatore sia nato a Cuccaro, castello del Monferrato nel 1441. 

Se poi volete leggere un'altra opera del Paroletti, provate a sfogliare la pregevole Turin et ses curiosités ou Description historique de tout ce que cette capitale offre de remarquable dans ses monumens, ses édifices et ses environs, pubblicato dai fratelli Reycend nel 1819. 

 

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Paroletti Turin et ses curiosites
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