Millon e la sua fototeca

Al via un nuovo progetto!

Il Socio Henry A. Millon è stato una delle figure più rilevanti nel campo della Storia dell’architettura rinascimentale e barocca in Italia e in Europa dell'ultimo secolo. Nella sua lunga carriera accademica ha ricoperto ruoli istituzionali di grande rilievo per la promozione della ricerca scientifica e del dialogo tra le discipline umanistiche nell’ambito delle Arti, della Storia dell’arte e dell’Archeologia. Nel 2017, poco prima di morire, ha deciso di donare all'Accademia il suo archivio e una parte delle sue collezioni librarie.

Il Fondo giunto da Washington DC (USA) nel 2018 grazie anche a un contributo della Regione Piemonte, è attualmente oggetto di riordino e studio.

Una mole imponente di documentazione: 176 scatole, 30 taccuini e 9 cassettiere di diapositive. 

La collezione del prof. Millon era in parte conservata alla National Gallery of Art di Washington, dove per lunghi anni il professore è stato direttore e poi decano. Ivi era anche conservato il materiale che potrebbe essere definito visivo e iconografico: fotografie (quasi duemila), diapositive (sedicimila) e altro materiale fotografico utile alle sue ricerche e alla sua attività accademica.

Cosa abbiamo fatto fino ad ora?

- ricognizione generale del fondo

- descrizione sommaria dei contenuti

- condizionamento iniziale (ovvero sostituzione delle scatole con altre più consone alla conservazione su lungo periodo)

- schedatura su SBN degli opuscoli e del materiale a stampa

- approfondimento della schedatura del materiale archivistico

Cosa faremo nel 2021?

Il nostro nuovo progetto, sostenuto anche dalla Fondazione CRT, intende agire su più livelli:

- continuare la schedatura del materiale archivistico

- digitalizzare le diapositive

- digitalizzare le fotografie

- digitalizzare parte della documentazione manoscritta

- avviare un progetto con il mondo wiki per permettere una migliore fruizione del materiale iconografico

- coinvolgere giovani studenti universitari e il mondo wiki nella descrizione delle immagini

Perché?

Perché dal 1783 facciamo e conserviamo la cultura, un bene immateriale che oggi più di allora può essere di tutti.

 

 

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