La nitroglicerina fu creata in Piemonte!

A diversità di quanto si creda la paternità dell'invenzione della nitroglicerina si deve ad un italiano, il piemontese Ascanio Sobrero, e non allo svedese Alfred Nobel. Fu Sobrero a sintetizzarla per la prima volta e a scoprirne gli effetti vasodilatatori.

La possibilità di realizzare gli esplosivi moderni il cui impiego - al di fuori delle realtà belliche - consentì la realizzazione di grandi opere civili quali, ad esempio, i trafori alpini, si deve alla sintesi della nitroglicerina da attribuirsi a Ascanio Sobrero (1812 -1888), e non ad Alfred Nobel.

Era stato lo zio Carlo Raffaele Sobrero, Generale di Artiglieria e Direttore dell'Arsenale di Torino, come tale in contatto con i più rappresentativi chimici europei (fu anche allievo di Berzelius), a iniziare il nipote agli studi chimici. Una serie di ricerche sull'azione dell'acido nitrico sulle sostanze organiche era stata iniziata da Ascanio Sobrero nel Laboratorio di Pelouz, di cui fu allievo, a Parigi. Frequentò a Giessen il Laboratorio del grande Liebig ove tra l'altro perfezionò le sue capacità sperimentali.

Al rientro a Torino, su suggerimento del collega Schönbein di Basilea, da lui conosciuto a Parigi, riprese le ricerche con un nuovo approccio sull'azione dell'acido nitrico. Egli riuscì a ottenere la nitroglicerina di cui riconobbe le caratteristiche esplosive e l'attività vasodilatatrice. La descrizione del suo esperimento comparve sui «Comptes Rendus de l'Academie de France» nel 1847 e costituisce l'atto di nascita di questo composto destinato appunto a rivoluzionare la preparazione degli esplosivi. 

Lo svedese Alfred Nobel, ingegnere, nel 1851 venuto a conoscenza del lavoro di Sobrero, iniziò in diversi paesi la produzione in scala industriale del composto, riconoscendo però sempre al Sobrero la priorità della scoperta. Il suo grande merito fu lo stabilizzare il prodotto sensibile agli urti sotto forma di dinamite. Sobrero - dopo varie vicissitudini - ebbe l'insegnamento della Chimica prima alla Scuola di Meccanica e di Chimica Applicata alle Arti, poi all'Università di Torino, nei cui Laboratori, in Via San Francesco da Paola, realizzò la sintesi della nitroglicerina. Meno conosciuto, ma di grande importanza nello sviluppo delle tecnologie chimiche, fu l'ottenimento da parte di Sobrero, dell'idrato di pinolo per azione della luce solare sull'essenza di trementina in presenza di ossigeno. L'impiego della luce solare e poi di radiazioni come fonte di energia, in alternativa a quella termica, per la realizzazione di reazioni chimiche aprì il campo a quella branca della Chimica da allora chiamata «Fotochimica». L'idrato di pinolo fu poi chiamato sobrerolo per suggerimento di un illustre chimico inglese, Armstrong, ed è ancora oggi utilizzato come stimolante respiratorio. Ancora degno di menzione l’isolamento del guaiacolo dalla resina di guaiaco.

A cura di G. Di Modica, 2005