Daniele Rosa e la teoria dell'ologenesi

Alla scuola di Lorenzo Camerano si formò, tra gli altri, lo zoologo Daniele Rosa ricordato soprattutto per la sua teoria dell’Ologenesi, una delle nuove teorie evoluzionistiche nate a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento in contrapposizione a quella di Darwin, per la quale ebbe qualche simpatia lo stesso Lorenzo Camerano.

In sintesi, secondo Rosa, nei primi organismi viventi, precellulari, comparsi nei mari primordiali, era già preordinato ogni sviluppo evolutivo, come nell’uovo è già codificato lo sviluppo del futuro individuo. In essi erano già implicite tutte le specie vegetali e animali comparse successivamente, nel corso delle ere geologiche fino a oggi. I fattori esterni non avrebbero modificato il processo evolutivo, ma al limite avrebbero determinato l’estinzione di quelle linee che si rivelarono inadatte per le condizioni ambientali. La teoria nell’insieme fu giudicata o una grande speculazione teorica o una semplice curiosità scientifica; tuttavia uno dei suoi principi fondamentali, quello della dicotomia delle linee filetiche e della dissimmetria delle linee gemelle (il ramo precoce con scarse prospettive filogenetiche e quello tardivo ricco invece di possibilità), è stato integralmente accettato dai moderni sistematici cladistici.

Dopo la morte di Camerano, negli anni dal 1918 al 1930, si registrò la crisi della zoologia torinese: molti furono i titolari o gli incaricati che si succedettero sulla cattedra relativa, alcuni anche illustri o destinati a divenire tali, come Giuseppe Colosi e Umberto Pierantoni, ma solo di passaggio a Torino. Per questo anche la ricerca biologica animale imboccò molti filoni diversi, che si spensero con la partenza del titolare. Tra gli zoologi succedutisi sulla cattedra di Torino in questo periodo, è doveroso ricordare Giuseppe Colosi (1892-1975), a Torino per non più di quattro anni, fino al 1924. Fu allievo di Daniele Rosa e sostenitore dell’Ologenesi.

Su di lui ebbe grande influenza anche Ermanno Giglio-Tos, tra gli incaricati di Zoologia per brevi periodi, al quale Colosi fu debitore del gusto precoce per lo studio dei grandi problemi biologici, come i rapporti fra le diverse faune marine e i parallelismi morfologici tra gruppi zoologici. E’ sua l’enunciazione della legge della costanza del medium respiratorio, secondo la quale tutti gli organismi respirano ossigeno disciolto in acqua, siano essi terrestri o acquatici, rivelando così la loro comune origine marina. L’adattamento e la congruenza degli animali all’ambiente fu il tema dominante di tutte le grandi opere di Colosi, la più importante delle quali è senza dubbio il Trattato di Zoologia e biologia generale, di altissimo valore didattico, impiegato nelle Università come uno dei testi fondamentali fino agli anni ’70.