Il Novecento, fino a metà secolo

All'inizio del XX secolo l'ambiente chimico va mutando da una filosofia ancora basata sul dato sperimentale a una a carattere più speculativo. Contemporaneamente si chiedono alla chimica soluzioni alle necessità crescenti e si differenziano diversi «settori». Non si parla più solo di «chimica», ma si rendono necessarie singole specificazioni («inorganica», «organica», «analitica», «fisica», «industriale» e così via).

L'accumulo di dati sperimentali, reso possibile anche dalle migliorate attrezzature, induce ai ripensamenti, alla ricerca di correlazioni utilizzabili nella formulazione di ipotesi. È il momento della «chimica-fisica». Con le prime materie plastiche - la celluloide è della fine dell'800, la bachelite dell'inizio del 900 - si inaugura l'era della plastica e, in visione più lontana, quella dei materiali di sintesi.

In questo contesto si trovano a operare chimici a cavallo tra i due secoli come Icilio Guareschi che sviluppò la sua attività di eclettico ricercatore nella chimica organica e nella tossicologia.

A Michele Fileti successe nella direzione dell'Istituto Chimico dell'Università, nella sua collocazione di C.so Massimo d'Azeglio, Giacomo Ponzio (1870-1945). Ponzio e Luigi Mascarelli, titolare della Chimica Farmaceutica, possono considerarsi gli ultimi epigoni di una chimica organica molto settoriale, tesa all'accumulo di dati sperimentali.

Abili ricercatori, Ponzio e Mascarelli dedicarono la loro attività a settori estremamente specifici. Nella loro epoca fu eretto un muro che separò per sempre la chimica dalla farmacia nell'edificio all'angolo di Corso Massimo D'Azeglio e Corso Raffaello. 

In particolare Ponzio si dedicò alle diossime e ai loro derivati di ossidazione. Si tratta di centinaia di composti, conservati tuttora in minuscoli recipienti di vetro cui un assistente particolarmente abile e - si dice - assunto per quello specifico scopo, applicava etichette con nome e formula scritti con grafia certosina. Il lavoro di ricerca di Ponzio, che coinvolse in oltre vent'anni una quarantina di ricercatori, sono espressi in oltre cento pubblicazioni apparse sulla «Gazzetta Chimica Italiana» e sono citati in tutte le rassegne riguardanti gliossime, furossani e composti correlati. Con analoga filosofia Mascarelli approfondì lo studio dei derivati del bifenile. Tra i suoi appunti - che chi scrive ebbe la ventura di esaminare dopo la sua morte - spiccano notazioni interessanti e attuali, legate alle emergenti moderne valutazioni del carattere aromatico.

Tra gli allievi di Ponzio, Ignazio De Paolini e Mario Milone differenzieranno i loro interessi di studio e ricerca alla scomparsa del Maestro. Ignazio De Paolini, chimico organico di grande cultura, scomparso prematuramente nel 1949, fu sperimentatore attento e scrupoloso e dedicò buona parte della sua attività a ricerche nel campo delle diossime e degli acidi idrossamici. Brillantissimo didatta, era particolarmente interessato allo sviluppo delle moderne teorie della Chimica Organica.

Mario Milone invece affinò con misure chimico-fisiche gli studi strutturistici e pose le basi per lo sviluppo della spettroscopia molecolare.

Tematiche più generali sono invece oggetto degli studi di Antonio Nasini chiamato nel 1942, alla scomparsa di Ponzio. I suoi studi spaziano dalle strutture cristalline di nichel e silicio ai sistemi colloidali, dall'assorbimento di gas su superfici metalliche alla Chimica Macromolecolare, settore emergente nel quale introdurrà numerosi suoi allievi. Con Nasini la chimica piemontese, oltre a svilupparsi in nuove tematiche di ricerca, si apre alla ribalta internazionale nella realizzazione di convegni e congressi che contribuiscono, nell'immediato dopoguerra, a portare a Torino il fior fiore della chimica mondiale. Il suo grande merito fu inoltre la ricostruzione dell'Istituto e la acquisizione dei più moderni strumenti di ricerca utilizzando gli aiuti del Piano Marshall.

Ancora, tra gli allievi di Ponzio, Guido Tappi (1913-1990), Direttore poi dell'Istituto di Chimica Farmaceutica, si dedicherà a ricerche anche in Chimica Farmaceutica, Bromatologica e Tossicologica, in particolare nel settore di solfonamidi, pigmenti naturali come carotinoidi e flavonoidi, diossime, furazani e furossani.

Dalla Teca Digitale