L’indologia

Nel periodo che va dal 1861 al secondo decennio del Novecento, la scuola torinese di indologia iniziata da Gaspare Gorresio ha prodotto un notevole numero di studiosi che si sono imposti nel mondo accademico nazionale. Essi sono Giacomo Lignana (1830-1914), che insegnò a Napoli e a Roma; Michele Kerbaker (1835-1814), docente a Napoli; Angelo De Gubernatis (1840-1913), che insegnò a Firenze e a Roma; Pietro Merlo (1850-1905), docente a Napoli e a Pavia, e Oreste Nazari (1866-1923), professore di sanscrito e di glottologia a Palermo.

A Torino intanto l’insegnamento del sanscrito continuava con Italo Pizzi, che lo affiancò allo studio e all’insegnamento di un’altra grande lingua di cultura, anch’essa indoeuropea: il persiano. Nel 1899 Pizzi fu per l’appunto nominato professore ordinario di persiano e di sanscrito. Suo allievo e successore fu Mario Vallauri. Il contributo di Vallauri alla conoscenza della civiltà indiana è stato rilevantissimo, avendo lo studioso esteso le sue ricerche su aree culturali poco note, quali la storia del diritto, della politica e delle scienze praticate in India.

Allievi di Vallauri sono stati Oscar Botto (n. 1922) e Carlo Della Casa (n. 1925). Il secondo, studioso soprattutto delle Upanisad e del giainismo, ha insegnato a Palermo e a Milano. Il primo invece ha raccolto l’eredità del maestro insegnando a Torino Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente dal 1963 al 1974 e Indologia dal 1962 al 1992. I meriti di Botto, sia nella ricerca indologica (buddhismo, letteratura epica, narrativa, lirica e politica dell’India antica) sia nella promozione degli studi orientalistici in senso lato sono molteplici. Nel 1963 egli ha fondato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia l’Istituto di Indologia, che ha diretto fino al 1988. Non solo egli ha dato vita a una nuova scuola di studi sull’India di cui si dirà più sotto, ma ha saputo raccogliere attorno a sé anche studiosi di varie discipline del Vicino e dell’Estremo Oriente, che nel 1989 diedero vita al Dipartimento di Orientalistica dell’Università di Torino.

Inoltre, nel 1982, Oscar Botto ha creato, con il sostegno di vari enti pubblici e istituti bancari, il CESMEO, Centro di Studi sul Medio e l’Estremo Oriente, poi ribattezzato Istituto Internazionale di Studi Asiatici Avanzati: una fondazione che organizza corsi di cultura e di lingue dell’India, dell’Asia Sud-Orientale e dell’Estremo Oriente, promuove manifestazioni culturali quali mostre, concerti e rassegne sulla tradizione artistica dei Paesi asiatici, e cura un’importante biblioteca specialistica, consultata da studiosi dell’Asia italiani e stranieri.