Le scuole militari

Carlo Emanuele III era nato al tempo dell'assedio di Torino del 1706 ed era cresciuto in mezzo alle guerre delle varie successioni europee. Si sentiva forte l'esigenza di soldati, e fra questi in particolare di artiglieri, i quali erano determinanti nelle forze armate e dovevano essere ben preparati. Come si evince dalla Histoire Militaire du Piémont di Angelo Saluzzo di Monesiglio, Vittorio Amedeo II, già nel 1700, aveva stabilito per regolamento «non potersi accettare tra gli Artiglieri soldati che non conoscono i principi di aritmetica, geometria e disegno». Proprio Carlo Emanuele III creò un corso di Studi Militari con il nome di Regie Scuole Militari Teorico-Pratiche di Artiglieria. Queste scuole prevedevano un iter estremamente severo di sette anni con corsi di Matematica, Fisica, Chimica, Disegno. E così l'Arsenale di Torino divenne un centro di studi, anche e soprattutto chimici, di tutto rispetto. Il Direttore, Vittorio Papacino d'Antoni, aveva creato uno «stabilimento e laboratorio chimico e metallurgico» che studiava la formulazione di leghe per armi da fuoco sempre più affidabili, oltre a quella delle polveri da sparo. È in questo clima che si formarono e maturarono personaggi aperti alle novità d'Oltralpe, che costituiranno il fulcro intorno al quale si svilupperà la ricerca chimica dalla fine del Settecento.

Dalla Teca Digitale