Friedrich Kiesow

Psicologo di origine tedesca trasferitosi a Torino tra il 1894 e il 1896 e divenuto uno dei maggiori esponenti della sua epoca nel campo dell'indagine psichica.

Nato a Bruel nel Mecklenburg-Schwerin il 28 marzo 1858, Friederich Kiesow nel 1891 frequenta il laboratorio lipsiano di Wilhelm Wundt, partecipando anche come soggetto agli esperimenti. Iscrittosi alle lezioni di anatomia comparata di Rudolf Leuckart, si dedica a ricerche microscopistiche presso il laboratorio dell'Istituto Zootecnico, e a esperimenti sulle sensazioni gustative presso l'istituto di Carl Ludwig.

Qui ha modo di avviare una proficua collaborazione con Max von Frey, all'epoca assistente di Ludwig. A questo periodo risalgono le ricerche sugli effetti della cocaina, sulla sensibilità della lingua e del cavo orale, e sui punti tattili e dolorosi, grazie alle quali giunge alla conclusione che le sensazioni di dolore cutaneo non sarebbero causate dall'aumento degli stimoli agenti sugli organi sensoriali, bensì implicherebbero uno specifico processo fisico-chimico.

Queste conclusioni si accordavano con la teoria mülleriana delle energie specifiche, secondo la quale in ciascuna struttura nervosa si configura un'energia deputata a una sensazione specifica.

Venuto a conoscenza dei metodi di registrazione grafica impiegati da Angelo Mosso a Torino, Kiesow convince Wundt all'acquisto di un pletismografo per studiare i movimenti dei vasi sanguigni, e si trasferisce a Torino nel 1894 per impararne le tecniche. Nell'ambiente torinese, non solo stringe legami con Mosso e i suoi assistenti, Valentino Grandis, Zaccaria Treves, Mariano L. Patrizi, ma conosce anche il tecnico Luigi Corino, che in quello stesso periodo aveva messo a punto lo sfigmomanometro, strumento che per mezzo della compressione esterna variabile esercitata sulla superficie di un'estremità del corpo (di solito l'avambraccio), delinea il tracciato delle pulsazioni nelle arterie.

Tornato a Lipsia, comincia a ripetere gli esperimenti di Mosso, del quale traduce (insieme con la fidanzata) il lavoro dedicato alla paura. A seguito delle osservazioni ricavate dai dati sfigmomanometrici su diversi soggetti sperimentali, eccitabili e non, arriva alla conclusione che i cambiamenti pressori sono effetti delle emozioni concomitanti.

Nel 1896 fa ritorno a Torino, dove Mosso gli offre il posto di assistente presso l'istituto di fisiologia, con il compito di dedicarsi a ricerche psicologiche. Qui i giovani del laboratorio, tra cui Mario Ponzo, Luigi Agliardi, Arturo Fontana, Raoul Hahn e Luigi Botti, sono nello stesso tempo sperimentatori e soggetti sperimentali. Con il laringoiatra M. Nadoleczny accerta le differenze individuali provocate da lesioni nervose e i rapporti tra le sensazioni linguali e particolari forme di otite.

Alle ricerche sulle sensazioni gustative si aggiungono quelle elettrochimiche sui valori liminali (o di soglia) nel cavo orale e sulle reazioni delle papille linguali; altre ricerche riguardano le interferenze tra i vari tipi di sensazione (olfattive, tattili e dolorifiche) e il confronto tra le diverse sensazioni tattili.

Ottenuta nel 1899 la libera docenza in fisiologia, nel 1901 gli viene affidato il corso di Psicologia generale e a questo periodo risalgono i primi tentativi di misurazione con l'impiego di nuovi strumenti, tra cui l'estesiometro per valutare il grado di pressione sulla cute o, più precisamente, nelle diverse regioni della superficie corporea, secondo l'impostazione adottata da Ernst Heinrich Weber nel 1850. Ottenuta, con decreto del 1° giugno 1906, la cattedra di Psicologia presso la facoltà di Lettere e filosofia, comincia le lezioni a partire dall'anno accademico 1906-07.

Nell'Istituto di psicologia, fondato soprattutto grazie alla donazione della famiglia di E.E. Pellegrini, conduce ricerche sui tempi di reazione, sulla velocità dell'impulso nervoso, con particolare riferimento alle differenze riscontrate tra le differenti funzioni sensoriali, alla luce della distinzione tra due tipi di reazione, sensoriale e muscolare. Nello studio delle sensazioni, un posto di rilievo occupano le indagini sui fenomeni ottici, in particolare la visione stereoscopica, i movimenti oculari, la rivalità tra i campi visivi, il contrasto binoculare e le illusioni ottico-geometriche, argomento quest'ultimo che aveva acquisito notevole interesse sperimentale a partire dalla seconda metà dell'Ottocento.

Su questo specifico terreno Kiesow non manca di opporsi all'interpretazione di tipo gestaltico, nei confronti della quale ha modo di manifestare il proprio dissenso anche in occasione dell’VIII congresso internazionale di psicologia di Groningen nel 1926. Ma l'indagine sulle sensazioni non appare mai disgiunta dall'esame dei sentimenti, che erano già stati argomento di polemica tra Wundt e Carl Stumpf. In questa discussione Kiesow si inserisce a fianco del maestro, a sostegno della concezione secondo la quale i sentimenti non sono altro che complesse combinazioni di sensazioni elementari coscienti.

Fondatore con Agostino Gemelli dell'«Archivio italiano di psicologia» (1920), lo dirige praticamente da solo dal 1922, e in una serie di articoli apparsi tra il 1923 e il 1925 ribadisce il ruolo dell'analisi causale per spiegare fenomeni psichici complessi a partire dai loro elementi ultimi. A questo stesso periodo sono riconducibili le ricerche sui fenomeni eidetici, caratterizzati da tracce mnestiche tanto vivide da assumere i caratteri della percezione ed essere simili alle immagini visive.

Si ritira dalla carriera universitaria nel 1933 e muore a Torino il 2 dicembre 1940, lasciando un folto gruppo di allievi e sperimentatori.